"Quando c'era Renzi sono stato definito renziano, oggi meloniano, domani sarò cinquestelliano. Per fortuna in questi 40 anni sono un uomo libero, ci tengo a essere indipendente nel mio lavoro: sono un giullare e orgogliosamente faccio il giullare". Così Carlo Conti, in conferenza stampa a Sanremo. "Meloni? Non credo debba venire al festival, se compra il biglietto può venire come qualsiasi altro cittadino: non decido io, come è successo in passato", spiega il direttore artistico del festival.
Sollecitata sul tema di una possibile invito a Meloni, la Rai - con il direttore della Comunicazione Fabrizio Casinelli - ha precisato: "Lo escludo completamente, c'è stata anche la smentita di Palazzo Chigi. Più di questo non sappiamo cosa dire". Conti ha quindi ribadito: "Un premier, come altri politici, può benissimo comprare il biglietto e venire a vedere. Credo che la gestione di un Paese sia molto complicata e che ognuno di loro abbia molto da fare".
Sul tema è intervenuta anche la premier. "Leggo da giorni di una mia presunta partecipazione alla prima serata di Sanremo. Una notizia totalmente inventata, smentita immediatamente da Palazzo Chigi e successivamente dallo stesso Carlo Conti. Eppure la storia continua: dopo la smentita, oggi il conduttore è stato nuovamente incalzato in conferenza stampa su questa mia fantomatica presenza. A questo punto forse conviene ricordare a chi inventa notizie di sana pianta che il FantaSanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival. Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale", ha scritto Giorgia Meloni sui social.
Che poi ha aggiunto: "Nel frattempo io continuo a fare il mio lavoro. E sono sicura che Sanremo saprà brillare senza ospiti immaginari. Perché è la più grande festa della musica italiana, e non serve infilarci a forza la polemica politica".