I 50mila euro di risarcimento per le vittime di Crans-Montana sarebbero troppi: questo emerge da un sondaggio condotto dall'istituto LeeWas tra il 5 e l'8 marzo e pubblicato da 20 Minuten e Tamedia. La cifra di 50mila euro è stata stabilita dal Consiglio federale ma un terzo degli intervistati sostiene che siano troppi, considerano che andranno ad aggiungersi ai contributi delle compagnie assicurative e del canton Vallese. Nello specifico si tratta del 31% degli svizzeri che considera la cifra eccessiva.
Molti degli intervistati che criticano l'importo elevato sollevano dubbi sull'opportunità di utilizzare fondi federali quando sono già attive le coperture assicurative private, temendo che si possa creare un precedente difficile da gestire in futuro. Al contrario, i sostenitori di un aiuto più cospicuo sottolineano come il ruolo della Confederazione debba essere quello di garantire un supporto dignitoso che vada oltre le fredde tabelle dei calcoli assicurativi. Era l'1:30 del mattino quando l'uso improprio di candele pirotecniche infilate nelle bottiglie di champagne ha innescato l'incendio del materiale fonoassorbente sul soffitto. Da lì, il flashover: un'esplosione di calore che ha superato i 600 gradi, trasformando il locale seminterrato in una trappola mortale per 41 persone, in gran parte giovanissimi.
Le indagini, nonostante i problemi, procedono e si stanno concentrando sui due indagati principali, i coniugi Moretti, gestori di Le Constellation. Stanno emergendo alcuni elementi sospetti ma il fulcro di queste indagini resta l’individuazione delle responsabilità per la morte di 41 persone, per lo più giovani. Il dibattito sul risarcimento si inserisce in questo contesto di rabbia e ricerca di responsabilità e non coinvolge solo i gestori del locale ma anche l'amministrazione comunale.
Molti familiari delle vittime, supportati da legali di fama internazionale, ritengono che la somma federale sia una sorta di “mancia istituzionale” a fronte di danni che, tra spese mediche per i gravi ustionati e perdite umane, potrebbero ammontare a centinaia di milioni
di franchi. Agli occhi di parte dei parenti delle vittime, il gesto di Berna rischia di apparire come un tentativo di chiudere frettolosamente una ferita che la giustizia ordinaria non ha ancora sciolto del tutto.