Dal palco dell’Ariston alle corsie dell’ospedale. Questa mattina Achille Lauro ha fatto visita ai ragazzi ancora ricoverati al centro grandi ustionati dell’Ospedale Niguarda di Milano, rimasti feriti nell’incendio avvenuto la notte di Capodanno nel complesso Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera. L’incontro è avvenuto poche ore prima dei concerti milanesi dell’artista al Forum di Assago, dove Lauro è atteso per le prime tappe del tour nei palazzetti. In ospedale il cantante ha incontrato non solo i giovani ancora in cura, ma anche alcuni ragazzi già dimessi e i genitori delle vittime della tragedia.
Il desiderio dei ragazzi dopo Sanremo
La visita nasce da una richiesta arrivata direttamente dai ragazzi ricoverati. Dopo aver visto l’esibizione del cantante al Festival di Sanremo, dove Lauro aveva dedicato il brano “Perdutamente” alle vittime dell’incendio, i sopravvissuti avevano espresso il desiderio di incontrarlo di persona. A raccontarlo è stato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che sui social ha condiviso una foto dell’incontro insieme allo staff sanitario del reparto. "Dopo la sua esibizione a Sanremo, dopo quella canzone dedicata a loro, i ragazzi sopravvissuti all’incendio di Crans-Montana ricoverati all’ospedale Niguarda hanno espresso un desiderio: poter conoscere Achille Lauro", ha scritto Bertolaso.
Il ringraziamento
L’assessore ha voluto ringraziare pubblicamente il cantante per aver accettato l’invito. "Oggi il mio ringraziamento va a un cantante, ma soprattutto a un ragazzo davvero speciale. Lauro, con la sua disponibilità e dolcezza, ha saputo portare un po’ di gioia nel cuore di quei ragazzi che tanto hanno sofferto, incontrando anche i giovani dimessi e alcuni genitori, anche di chi non c’è più". Bertolaso ha poi aggiunto un ringraziamento anche al conduttore Carlo Conti, che ha contribuito a organizzare l’incontro.
Un legame nato dopo la tragedia
Negli ultimi mesi Achille Lauro è diventato, in modo spontaneo, uno dei volti simbolo del ricordo della tragedia di Crans-Montana. Sul palco di Sanremo il cantante aveva scelto di dedicare il suo brano proprio alle vittime dell’incendio, in un momento molto intenso che aveva commosso il pubblico dell’Ariston. La sua musica aveva già accompagnato uno dei momenti più dolorosi successivi alla tragedia, al funerale di Achille Barosi, uno dei due sedicenni milanesi morti nel rogo, la madre del ragazzo aveva intonato una sua canzone mentre il feretro usciva dalla chiesa. Un gesto che aveva reso ancora più forte il legame tra l’artista e le famiglie coinvolte nella tragedia.
La visita di oggi al Niguarda, tra i ragazzi ancora impegnati nel percorso di cura e riabilitazione, si inserisce proprio in questo filo di solidarietà e memoria che, nei mesi successivi all’incendio, ha unito musica, dolore e speranza e un forte desiderio di giustizia.