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Anche i contestatori di Beatrice Venezi lo ammettono: "A Pisa è stato un successo"

Dopo la direzione della Carmen, un comitato finora sempre critico con la musicista toscana ammette il trionfo ma rivendica legittimità della protesta

Anche i contestatori di Beatrice Venezi lo ammettono: "A Pisa è stato un successo"
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Questa sera al teatro di Pisa andrà in scena la seconda e ultima recita della Carmen di Georges Bizet con la direzione di Beatrice Venezi. Nel frattempo, però, si continua a parlare del successo dell'esordio di venerdì con dieci minuti di applausi e una performance definita da "trionfo" da tutti gli organi di stampa che ne hanno parlato. A sorpresa, però, non sono stati solo giornali e agenzie di stampa a riconoscere la riuscita dello spettacolo diretto da Venezi, ma anche chi è da mesi in prima fila a contestare la sua nomina alla direzione musicale della Fenice di Venezia.

Il comunicato

Nelle scorse ore, infatti, è arrivato un comunicato pubblicato sui social dal Comitato Nazionale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche che è intervenuto proprio sull'appuntamento di Pisa. Il Comitato è tra i principali oppositori alla nomina ufficializzata lo scorso 22 settembre del maestro toscano alla direzione musicale della Fenice di Venezia e in questi mesi si è sempre schierato al fianco degli orchestrali del teatro veneziano. Non a caso il Comitato sceglie di presentarsi al pubblico con l'immagine dell'ormai famosa spilletta gialla anti-Venezi. Nonostante questa posizione chiara, nel loro ultimo comunicato si legge: "Il successo della Carmen al Teatro Verdi di Pisa, diretta da Beatrice Venezi, è un dato di fatto: un esito positivo che va valorizzato, soprattutto in un momento storico in cui ogni investimento culturale che incontra il favore del pubblico rappresenta un segnale di speranza per il settore". Dunque, anche per i più critici della nomina alla Fenice quella di Pisa con la Carmen è stato un "successo". Nel titolo, accanto agli "applausi per la Carmen diretta da Beatrice Venezi", il Comitato però difende la protesta contro la sua nomina che definisce "legittima e condivisa". Il comunicato precisa che "il buon risultato artistico - che costituisce evidentemente un lavoro d'intesa tra un'ottima orchestra e la direttrice (e che non può esserci senza rispetto soprattutto da chi sta in una posizione di potere) - non cancella il senso profondo della protesta partita dal Teatro La Fenice e abbracciata da molte altre Fondazioni lirico-sinfoniche".

Il codice dello spettacolo

Nel comunicato, però, si legge come più che la nomina di Venezi alla Fenice a dar fastidio sia il nuovo Codice dello spettacolo in fase di definizione e con cui il governo mira a disciplinare l'intero settore. Il Comitato parla di "disegno politico ben preciso, contenuto nel nuovo Codice dello Spettacolo attualmente in discussione" e si spinge a dire che "il punto non è, e non è mai stato, Beatrice Venezi, su cui le opinioni possono legittimamente divergere, ma la modalità della sua nomina, espressione di un rischio più grande: l'accentramento del potere ministeriale, già per l'appunto 'promesso' nel nuovo Codice dello Spettacolo". Pare di capire, dunque, che il "no" a Venezi sia parte, in realtà, di una contestazione politica indirizzata ad un provvedimento del governo. Il problema è che in questi mesi a finire messa in discussione è stata la professionalità stessa della direttrice, accusata da più di qualcuno addirittura di non saper fare il suo lavoro e non solo di non avere un curriculum adeguato al futuro ruolo.

Il riconoscimento unilaterale dell'ottimo lavoro fatto a Pisa e l'apprezzamento del pubblico possono sgombrare definitivamente dal campo le accuse di incapacità che fino ad oggi Venezi ha dovuto subire in silenzio prima della conferenza stampa di Pisa in cui si è limitata ad alcune frecciatine.

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