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Bergamo, pachistano tenta di rapire un bambino di 8 anni fingendosi suo padre

Lo straniero ha cercato di portare via il bambino dal centro sportivo, ma il piccolo lo ha subito smentito, facendolo scoprire. Ecco cosa è successo

Bergamo, pachistano tenta di rapire un bambino di 8 anni fingendosi suo padre
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Momenti di altissima tensione in un centro sportivo di Osio Sotto (Bergamo). Al termine di un allenamento, un uomo si è presentato affermando di essere il padre di uno dei bambini che frequentavano la struttura, provando a portarlo via. Per fortuna il piccolo ha subito detto che quello non era il suo genitore, sventando il rapimento.

Stando a quanto riferito fino ad ora, il fatto si è verificato lo scorso giovedì pomeriggio. I bambini avevano appena terminato l'allenamento quando un uomo è arrivato al centro sportivo. Si trattava, come si è poi scoperto, di un pachistano di 30 anni. Il soggetto ha dichiarato di essere il padre di un bimbo di 8 anni e ha provato a portarlo via con sé. Il minorenne, però, ha subito detto che quello non era suo padre, facendo scattare l'allarme. "Quello non è il mio papà", avrebbe detto, chiedendo aiuto agli adulti presenti. A intervenire è stato l'istruttore del bambino, che ha impedito al pachistano di rapirlo. Si sono poi aggiunti anche i dirigenti della struttura e anche alcuni genitori, che hanno provveduto a fermare il 30enne e a contattare le forze dell'ordine.

Sul posto i carabinieri della stazione locale, i quali hanno arrestato il soggetto con l'accusa di tentato sequestro di persona aggravato. A seguito dell'identificazione, il 30enne è risultato essere un soggetto incensurato, senza alcun precedente penale, residente a Dalmine. Interrogato dagli inquirenti non ha saputo spiegare il perché delle sue azioni, e ciò non ha fatto altro che aggravare la sua posizione.

Nel corso della giornata di oggi, il gip ha convalidato l'arresto. Lo straniero rimane sottoposto a custodia cautelare e a disposizione dell'autorità giudiziaria.

"Io conosco un po' tutti i genitori, quindi mi sono accorto che non era il padre", ha

dichiarato l'istruttore sportivo ai microfoni di Tgcom24. "Ci hanno incuriositi anche alcune domande che ha posto, così abbiamo alzato l'attenzione. Siamo riusciti a fermarlo, e poi i carabinieri hanno fatto il loro dovere".

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