Ve lo ricordate quel gruppetto di studenti che, non più tardi di due mesi fa, aveva contestato la ministra dell'Università, Anna Maria Bernini, all'inizio del suo intervento ad Atreju nel corso di un panel dedicato al dialogo tra la politica e il mondo accademico? Quel video si era diffuso molto rapidamente sia sui social network sia sui mezzi di comunicazione di massa. Quattro ragazzi avevano urlato all'esponente del governo Meloni: "Non ce la facciamo più, con il semestre filtro rischiamo di perdere un anno", riferendosi al fatto che la riforma di Medicina prevede dei test dopo il primo semestre obbligatorio di frequenza all'università. E la ministra replicò prontamente "Sapete come diceva il presidente Berlusconi? Siete sempre dei poveri comunisti. Prima di contestare fatemi parlare. Questo dimostra la vostra inutilità".
Oggi, a 52 giorni da quell'11 dicembre 2025 che aveva fortemente animato la kermesse di Fratelli d'Italia nella splendida cornice di Castel Sant'Angelo, si apre un nuovo capitolo su quella protesta. Sì, perché uno degli studenti che aveva fortemente contestato Bernini, Leonardo Dimola, è stato immortalato in una storia di Instagram che sarà destinata a fare particolarmente discutere. Lo studente membro dell'Udu (Unione degli universitari) e di Sinistra universitaria, infatti, viene ripreso da uno smartphone di un'altra ragazza mentre entra in uno stanzone all'interno del quale alcuni suoi amici gli hanno organizzato una festa a sorpresa per il suo superamento degli esami che gli consentirà di entrare alla facoltà di Medicina. Tra lo stupore personale di Dimola, si possono notare diversi elementi fondamentali (e inquetanti).
Innanzitutto l'enorme striscione appeso alla parete in cui è stato scritto, a caratteri cubitali, "Bernini non dormire": un messaggio dal vago senso minatorio, a meno che non si fosse trattato di un invito goliardico (ma uscito molto molto male) alla senatrice di Forza Italia di unirsi alla festa che sarebbe durata tutta la notte. Inoltre, tralasciando la diapositiva proiettata sul muro che riprendeva un vecchio titolo ("Medicina: ecco chi è il povero comunista) le immancabili bandiere della Palestina, si sente chiaramente il coro offensivo, declamato più volte, da tutti i circa venti adolescenti presenti nell'enorme spazio interno nei confronti della stessa ministra: "Bernini, Bernini, vaffanculo". Poi, l'urlo di gioia e l'abbraccio con tutti gli amici presenti al termine di questo "simpatico" siparietto non esattamente lodevole.
Leonardo Dimola fu colui con il quale Anna Maria Bernini ebbe un confronto diretto. Lui è apparso più volte in video sulle pagine social sia dell'associazione studentesca, sia della lista di Sinistra universitaria alla Sapienza di Roma. Nei vari post, si è spesso scagliato contro la ministra e la riforma, annunciando che avrebbe fatto ricorso insieme l'Unione degli universitari. La donna che invece lo aveva filmato la reazione di Leonardo con il cellulare è Ilaria Vinattieri, anche lei militante in Udu-Sinistra universitaria e tra coloro che chiesero un confronto alla ministra Bernini ad Atreju sul semestre filtro a medicina.
La sceneggiata di sabato sera, per una pura assoluta incredibile coincidenza, è avvenuta nelle stesse ore in cui a Torino alcuni gruppi eversivi di estrma sinistra attaccavano violentemente le forze dell'ordine. La domanda è lecita: può tutto questo ritenersi normale?