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Il caso del vigilante licenziato per aver difeso con la pistola delle ragazze arriva in Parlamento

Il caso ha scosso l’opinione pubblica, che vorrebbe più sicurezza sui mezzi pubblici e testimonia le sue disavventure

Il caso del vigilante licenziato per aver difeso con la pistola delle ragazze arriva in Parlamento
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Continua a far discutere il caso del vigilante dell’Atm licenziato per aver estratto una pistola durante il servizio in metro, sostenendo di averlo fatto legittimamente in una situazione di emergenza e in difesa di ragazze molestate. Di diverso avviso l’azienda, che ha proceduto con il licenziamento per giusta causa della guardia giurata, in servizio da 3 anni. “L’azienda contesterebbe al lavoratore di avere estratto la pistola per intimare ai ragazzi - che brandivano bottiglie con fare minaccioso - di scendere dal mezzo. Chiediamo al ministro dell’interno di fare chiarezza su quanto avvenuto”, si legge in una nota di Grazia Di Maggio, deputato di Fratelli d’Italia. E ora, a sostegno della guardia giurata, è stata aperta anche una petizione.

“Troppo spesso ci troviamo di fronte a episodi di violenza dove nessuno interviene, ma Ilario ha agito con coraggio e in piena osservanza del suo dovere senza ferire nessuno. È un esempio di dedizione e professionalità che dovrebbe essere premiato, non punito. Nel contesto odierno, la sicurezza pubblica è una delle maggiori preoccupazioni per i cittadini di Milano e delle città limitrofe”, si legge nella spiegazione che ha l’obiettivo di raccogliere firme per chiedere il reintegro in servizio dell’uomo, che ha perso l’unica sua fonte di sostentamento. “La decisione di licenziare Ilario trasmette un segnale sbagliato a chi lavora nel settore della sicurezza, lasciando intendere che le azioni intraprese per difendere i cittadini possano portare a sanzioni severe piuttosto che a riconoscimenti. I dati sulla criminalità nelle aree urbane evidenziano un aumento degli episodi di molestia e violenza, specialmente nei mezzi pubblici, dove la sicurezza dovrebbe essere massima”, si legge ancora nel documento.

Il caso di questo vigilante ha evidentemente colpito l’opinione pubblica, considerando il fatto che in poco tempo ha già raccolto oltre 35mila firme. Ma l’elemento più interessante di questa petizione sono sicuramente le testimonianze di chi ha firmato, che certificano la percezione di pericolo, soprattutto la sera, quando devono prendere i mezzi pubblici. “Da ragazza che ha già dovuto sporgere denuncia contro ignoti due volte per tentata violenza sessuale, ringrazio di cuore quest'uomo per non essere rimasto indifferente e per aver evitato una quasi sicuramente bruttissima esperienza a queste ragazze. Non se ne può più, è una situazione invivibile, chi dovrebbe proteggerci o si gira dall'altra parte o ci rimette il lavoro”, scrive Beatrice di Milano. “Se ci fossero stati i nostri figli al posto di quelle ragazze... Chi protegge le persone va sempre tutelato e protetto.

Che la società per cui lavora questo vigilantes lo riassumesse e che venga messo di nuovo nello stesso posto di servizio, perché una persona che difende delle ragazze indifese o degli anziani da un manipolo di teppisti va premiato, perché è un esempio per tutti noi”, è il messaggio di Patrizio da Napoli. E ce ne sono altre decine di questo tenore.

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