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Il Comune di Torino riapre il dialogo con Askatasuna. L'incontro con il "Comitato Vanchiglia"

Il comitato di quartiere è molto vicino al centro sociale che per anni ha occupato l’edificio del centro di Torino. La polemica: "Un nuovo regalo?"

Il Comune di Torino riapre il dialogo con Askatasuna. L'incontro con il "Comitato Vanchiglia"
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Il Comune di Torino tornerà ad avere un’interlocuzione con Askatasuna, anche se non direttamente con il centro sociale al centro delle polemiche politiche di Torino. Un esponente di Avs e uno del Pd parleranno col cosiddetto “Comitato Vanchiglia”, che prende il nome dal quartiere, per decidere assieme cosa fare dell’immobile di Corso Regina Margherita 47, sgomberato a dicembre, che per decenni è stato occupato abusivamente dal centro sociale. Del comitato fanno parte anche soggetti del “Patto per Aska”, ossia quell’accordo che il Comune stava portando avanti col centro sociale prima dello sgombero per dare una regolarizzazione al centro sociale.

Un legame a doppio filo tra queste realtà, che è ben noto e che non è un segreto, che si è espresso con assemblee di vario tipo, riunioni ed eventi in città. E che nei prossimi giorni sarà coinvolta anche nell’organizzazione del festival “Altri mondi altri modi” che il centro sociale organizza a cavallo di marzo e aprile. Una cosa è certa: Askatasuna è fuori dai beni comuni. Le violenze di piazza che hanno fatto seguito allo sgombero e le pressioni politiche delle opposizioni per evidenziare che non è mai stato un percorso opportuno vista la natura violenza degli antagonisti, hanno fatto accantonare quel progetto. Ma non altri. E il Comune sembra intenzionato a cercare una strada alternativa che metta insieme la proprietà pubblica dell’immobile (che appartiene al Comune di Torino) con la vocazione sociale.

Per il momento, però, non ci sono bandi di apertura all'orizzonte. C’è questa ripresa di dialogo tra il Comune e il Comitato di quartiere, che ha legami non solo con Askatasuna ma con gran parte delle realtà antagoniste che vi gravitano attorno. “Il Comune di Torino incontra il Comitato Vanchiglia Insieme, vicinissimo agli antagonisti di Askatasuna. L'obiettivo? Dare un futuro all'edificio e cacciare la polizia. Imbarazzante questo rapporto consolidato tra sinistra e centri sociali. Nonostante gli scontri di piazza e le violenze degli antagonisti pensano a un nuovo regalo?”, ha dichiarato Silvia Sardone, europarlamentare della Lega e vicesegretario del partito.

Nel frattempo nel quartiere procedono i lavori per la festa di Askatasuna. “Quest’anno il festival si trasforma perché a essersi trasformate sono le condizioni del nostro territorio: il 18 dicembre il centro sociale Askatasuna, che da diversi anni ospitava il festival, è stato sgomberato e il quartiere Vanchiglia da allora vive una quotidiana militarizzazione”, si legge nel manifesto di presentazione. “Lo sgombero va inserito in una strategia generale, come accelerazione autoritaria e repressiva a seguito delle grandi mobilitazioni che hanno scosso la normale routine delle nostre vite, con i blocchi e gli scioperi di settembre e ottobre in solidarietà alla Palestina.

In questo contesto di guerra globale occorre preparare il terreno per opporsi e affrontare una prospettiva in cui il ripristino della leva obbligatoria, l’intensificazione del controllo sociale e l’incremento della militarizzazione si faranno sempre più concreti, per renderci a disposizione della guerra”, attaccano ancora gli antagonisti. E intanto si prosegue nella ricerca di un accordo.

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