Era in contatto con il gruppo neonazista Werwolf Division il diciassettenne di Pescara arrestato per terrorismo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il minorenne avrebbe programmato una strage in una scuola ispirata alla Columbine High School e altri attentati. Le indagini hanno acceso i riflettori anche sui contatti tra il giovane e il vertice del gruppo Telegram incentrato su contenuti dedicati alla superiorità della razza ariana e sull'esaltazione di stragisti, basti pensare a Brenton Tarrant, che ha firmato gli attacchi alle moschee di Christchurch.
Cos'è la Werwolf Division
Il gruppo Werwolf Divison è un’associazione suprematista e accelerazionista molto attiva in rete. Secondo quanto ricostruito dalle autorità, l’organizzazione mira a sovvertire l’attuale ordinamento per instaurare uno stato etico e autoritario incentrato sulla razza ariana. Seguendo gli ideali neonazisti, sono state persino progettate azioni violente nei confronti di alte cariche delle istituzioni.
Emblematico quanto ricostruito dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione alla fine del 2024: tra gli obiettivi del gruppo neonazista è finito anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo quanto ricostruito, la leader del governo venne definita una “fascista che perseguita i fascisti” e vennero registrati anche dei dialoghi da cui sarebbe emersa un’attività di sopralluogo nelle zone di Palazzo Chigi. Tra i bersagli anche un economista del World Economic Forum. L’operazione in questione portò all’arresto di 12 persone con le accuse di associazione con finalità di terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e detenzione illegale di arma da fuoco.
Il nome scelto per l’organizzazione deriva dalle divisioni naziste – appunto le werwolf division, ossia la divisione dei lupi mannari – create alla fine della Seconda guerra mondiale con l’obiettivo di condurre azioni di sabotaggio e guerriglia contro le forze alleate. L’organizzazione di queste unità venne affidata al comandante in capo delle SS Heinrich Himmler.
La Werwolf Division era già stata oggetto di un’indagine della Procura di Napoli nel
maggio 2023, con otto persone indagate. In quell’occasione era emersa una rete Telegram, gestita da Bologna, che sarebbe stata utilizzata per organizzare “atti eversivi violenti” e diffondere contenuti inneggianti alla Shoah.