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Da delitto di provincia a true crime internazionale: il caso Garlasco raccontato dal Guardian

Il quotidiano britannico dedica un lungo approfondimento alla nuova indagine su Andrea Sempio e all'omicidio della 26enne. Dal “circo mediatico” ai dubbi sulla condanna di Alberto Stasi, il caso di provincia che sconvolse l’Italia oggi viene raccontato all’estero come uno dei grandi true crime contemporanei

Da delitto di provincia a true crime internazionale: il caso Garlasco raccontato dal Guardian
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“Se non è stato lui, allora chi è stato?”. È con questa domanda che il Guardian apre il suo lungo approfondimento sul delitto di Garlasco, tornato al centro dell’attenzione dopo la nuova indagine della Procura di Pavia su Andrea Sempio. E già nel titolo scelto dal quotidiano britannico c’è la misura di quanto questa vicenda abbia ormai superato i confini della cronaca italiana. Perché il caso Garlasco, nato nell’agosto del 2007 come un delitto nella tranquilla provincia pavese, negli anni si è trasformato in qualcosa di molto più grande. Un true crime internazionale. Una storia che continua a essere raccontata, discussa e reinterpretata quasi vent’anni dopo, tra dubbi sulla condanna di Alberto Stasi, nuove analisi genetiche, piste investigative riaperte e un dibattito mediatico che non si è mai davvero spento.

Garlasco e quegli elementi che ne fanno un true crime internazionale

Nel pezzo del Guardian vengono elencati tutti gli elementi che fanno di Garlasco un true crime che attira il pubblico: la villetta di provincia, la ragazza uccisa in casa, il fidanzato modello poi condannato, il nuovo sospettato, il DNA, i dubbi, le perizie, le verità che cambiano. Ma soprattutto c’è la sensazione che questa storia non sia mai finita davvero. Il quotidiano britannico si sofferma anche sulla figura di Alberto Stasi e sui dubbi che continuano a circolare sulla sua condanna. “Alberto è stato condannato non tanto per le prove, quanto per la questione fondamentale posta in questo processo: se non l'ha fatto lui, chi l'ha fatto? Poiché non ci sono alternative ragionevoli, deve essere stato lui”, le parole di Giada Bocellari, una degli avvocati di Stasi, riportate dal Guardian.

"Chiara Poggi dimenticata nel circo mediatico"

Nel racconto del giornale inglese emerge così l’idea di un caso che continua ancora oggi a dividere profondamente l’opinione pubblica italiana. Un Paese che, secondo il Guardian, non ha mai smesso davvero di discutere di Garlasco tra talk show, social network, forum online e canali YouTube che analizzano ogni dettaglio dell’indagine. Non a caso il quotidiano parla apertamente di “media circus”, un circo mediatico che negli anni avrebbe trasformato il delitto in un racconto pubblico permanente.

Ed è qui che il pezzo cambia tono. Perché dentro il racconto della stampa straniera emerge anche un altro dettaglio, forse il più amaro. A un certo punto, il Guardian riporta una frase pronunciata dalla stessa Bocellari: “Chiara Poggi è stata dimenticata nel circo mediatico”. Ed è probabilmente questa la chiave più forte dell’intero articolo. Perché nel racconto infinito di Garlasco restano i sospettati, le nuove piste, le analisi del DNA, i dibattiti televisivi e le discussioni online. Ma la vittima sembra lentamente scivolare sullo sfondo.

Così il delitto di provincia che sconvolse Garlasco nel 2007 oggi appare, anche agli occhi della stampa internazionale, come qualcosa di

diverso: non soltanto un caso giudiziario italiano, ma una delle grandi storie true crime contemporanee. Una storia, tra spettacolo del dolore e nuove indagini, che continua ancora a ossessionare il Paese che l’ha vissuta.

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