Continuano senza sosta le ricerche di Sonia Bottacchiari, la donna di 49 anni scomparsa nel nulla insieme ai due figli adolescenti e ai quattro cani lo scorso 20 aprile. Nelle ultime ore il caso si è arricchito di nuovi elementi che stanno spingendo gli investigatori verso scenari sempre più delicati. A colpire gli inquirenti è stato soprattutto il ritrovamento di due lettere scritte dalla donna e trovate nell’abitazione del padre, Riccardo Bottacchiari, nonno dei ragazzi. Documenti che, secondo la Procura, farebbero emergere una forte sofferenza personale e una possibile volontà suicidaria. Intanto proseguono le ricerche tra Friuli e Veneto, mentre restano ancora senza risposta molti interrogativi sulla sparizione della famiglia.
Il ritrovamento delle lettere
La svolta nelle indagini è arrivata quasi per caso durante una ripresa televisiva. A trovare le lettere è stato infatti il giornalista di Sky Tg24 Flavio Isernia, che si trovava insieme alla troupe nell’abitazione del padre di Sonia Bottacchiari per documentare gli oggetti lasciati dalla donna prima della scomparsa. Secondo quanto riferito dagli investigatori, si tratterebbe di due scritti distinti e non datati. Una lettera sarebbe indirizzata direttamente ai figli, mentre nell’altra Sonia Bottacchiari farebbe riflessioni sulla propria vita personale. La procuratrice capo di Piacenza, Grazia Pradella, ha confermato alla Tgr Rai Friuli Venezia Giulia che i documenti sono stati immediatamente acquisiti dagli investigatori. “Fanno pensare a una volontà suicidaria”, avrebbe spiegato la magistrata, sottolineando però anche “l’estrema delicatezza” della situazione e la necessità di mantenere il massimo riserbo sulle indagini ancora in corso.
Le parole contenute nella missiva
Secondo quanto trapelato, il contenuto delle lettere mostrerebbe uno stato di forte sofferenza emotiva e profonda inquietudine. Chi ha potuto leggere gli scritti parla di toni molto pesanti, che avrebbero immediatamente fatto scattare l’allarme tra gli investigatori. Gli inquirenti stanno cercando di capire se quelle parole possano rappresentare un vero e proprio messaggio d’addio oppure se siano soltanto il racconto di un momento personale particolarmente difficile vissuto dalla donna prima della scomparsa. Per il momento non sarebbero stati diffusi ulteriori dettagli sul contenuto preciso delle missive.
La scomparsa il 20 aprile
Il 20 aprile Sonia Bottacchiari, che vive a Castell’Arquato, nel Piacentino, sarebbe partita insieme ai figli di 14 e 16 anni e ai quattro cani dicendo di voler trascorrere alcuni giorni in campeggio in Friuli Venezia Giulia. Secondo quanto riferito dall’ex marito, quello doveva essere un semplice viaggio di pochi giorni. Ma al campeggio indicato come destinazione la famiglia non sarebbe mai arrivata. Da quel momento di lei e dei due ragazzi si sono perse completamente le tracce.
Tutti i cellulari spenti nello stesso momento
Uno degli elementi che più insospettisce gli investigatori riguarda i telefoni cellulari. Madre e figli avevano a disposizione almeno quattro smartphone. Oltre ai dispositivi personali, Sonia Bottacchiari utilizzava anche un cellulare legato alla sua collaborazione con un caseificio. Secondo quanto emerso dalle verifiche tecniche, tutti e quattro i telefoni sarebbero stati “neutralizzati” nello stesso momento. Per chi indaga questo dettaglio sarebbe compatibile con un’azione deliberata e pianificata. Gli ultimi messaggi inviati risalirebbero proprio al giorno della scomparsa. A scrivere sarebbe stata la figlia adolescente, che avrebbe contattato una compagna di classe e il nonno. Dopo quel momento, il silenzio assoluto.
Il ritrovamento dell’auto in Friuli
La svolta nelle ricerche era arrivata il 6 maggio, quando l’auto della donna è stata trovata a Tarcento, in provincia di Udine. Da quel momento le operazioni di ricerca si sono concentrate soprattutto nelle aree montane e boschive del Friuli Venezia Giulia. Vigili del fuoco, carabinieri, protezione civile, unità cinofile e volontari stanno scandagliando da giorni una vasta zona tra sentieri, vallate e aree isolate. Nei giorni scorsi è arrivata anche una segnalazione considerata inizialmente credibile, un escursionista ha raccontato di aver visto la famiglia insieme ai quattro cani nella zona di Pielungo di Vito d’Asio, in Val d’Arzino, durante il weekend del 25 aprile. Tuttavia gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Spilimbergo non hanno portato a riscontri concreti.
Le ricerche si allargano
Nelle ultime ore il prefetto di Udine, Domenico Lione, ha disposto l’ampliamento dell’area di ricerca. Le operazioni verranno estese di altri venti chilometri rispetto alla zona già controllata nell’ultima settimana. Il coordinamento continuerà a essere affidato ai vigili del fuoco, mentre i carabinieri proseguono le indagini in stretto contatto con la Procura di Piacenza. Al momento gli investigatori non escludono nessuna pista.
L’ipotesi più inquietante
Il ritrovamento delle lettere ha inevitabilmente rafforzato una delle ipotesi più drammatiche: quella di un possibile gesto estremo. Al momento però non esistono conferme ufficiali e gli inquirenti mantengono la massima cautela. Resta infatti da capire che fine abbiano fatto Sonia Bottacchiari, i due figli adolescenti e anche i quattro cani che erano con loro al momento della scomparsa. Molti aspetti della vicenda continuano a non tornare. Dalla scelta improvvisa di partire, ai telefoni spenti contemporaneamente, fino alla presenza dell’auto ritrovata in una zona isolata del Friuli.
Nel frattempo familiari e amici continuano a lanciare appelli affinché la donna o i ragazzi possano farsi vivi. Dopo oltre tre settimane dalla scomparsa, il mistero resta ancora fitto e le nuove lettere ritrovate rischiano ora di rendere la vicenda ancora più angosciante.