È più viva che mai l’attenzione sull’Hantavirus che ha già fatto tre vittime a causa del focolaio scoppiato sulla nave da crociera MV Hondius. Se è vero che il nostro Paese e in generale l’Europa vedono rischi di diffusione molto contenuti, è bene avere quante più informazioni possibili sulle modalità di trasmissione ma soprattutto di prevenzione e le eventuali cure esistenti al momento.
Cosa si sa sul vaccino
La notizia negativa è che, al momento, “non esiste un vaccino contro tutte le forme di Hantavirus”: a spiegarlo sono le Faq del ministero della Salute. La pericolosità di questo virus è che, anche per quanto riguarda le cure, non c’è una terapia specifica ma è bene cercare di bloccare sul nascere la malattia se la diagnosi avviene precocemente.
Il ruolo degli animali domestici
In questo caso le notizie sono positive. “I principali responsabili della trasmissione sono i roditori. Cani e gatti non sono considerati una fonte comune di contagio per l’uomo”, spiega il ministero della Salute. Nessuna preoccupazione, dunque, se in casa si hanno gli abituali amici a 4 zampe i quali sono innocui per l’essere umano.
Ricordiamo che il contagio, seppur molto raro, può avvenire tramite il contatto con urine, feci, saliva di roditori infetti. per inalazione del virus presente negli escreti dei roditori. Molto più raramente, invece, tramite morsi di roditori così come da persona a persona.
Come proteggersi
Per ridurre il rischio di infezione da Hantavirus è importante ridurre i contatti tra persone e roditori. Le misure più efficaci sono essenzialmente sette: come detto, evitare il contatto con roditori e loro escreti; aerare bene locali chiusi prima di pulirli; usare guanti e mascherine durante le pulizie di cantine, soffitte o magazzini, aree potenzialmente contaminate da roditori; non spazzare a secco polvere potenzialmente contaminata; inumidire le aree contaminate prima della pulizia; mantenere puliti gli ambienti domestici e di lavoro e praticare una frequente igiene delle mani.
“Durante le epidemie o in caso di sospetto contagio, la tempestiva identificazione e il rapido isolamento dei casi, il monitoraggio dei contatti stretti e l'applicazione delle misure standard di prevenzione delle infezioni sono fondamentali per limitare un'ulteriore diffusione”, aggiunge il ministero.
Quando contattare il medico
Nell’eventualità in cui ci sia stata un’esposizione ai roditori ma anche in caso di viaggi in aree dove gli Hantavirus sono presenti, o a seguito di contatti con casi di infezione da Hantavirus, il proprio medico va contattato se è presente febbre alta o difficoltà respiratoria.
Nell’essere umano, generalmente, i sintomi compaiono tra una e otto settimane dopo l'esposizione: oltre a febbre e mal di testa, si associano dolori muscolari e sintomi gastrointestinali come dolore addominale, nausea o vomito.