Strage e lesioni aggravate. Sono questi i capi di incolpazione temporanei necessari per convalidare il fermo come indiziato di delitto per Salim El Koudri, il 31enne che nel pomeriggio di ieri ha deliberatamente falciato la folla in un lento pomeriggio di metà primavera a Modena. Per il momento non si configura il terrorismo ma, come hanno specificato le autorità nel corso della conferenza stampa notturna, le indagini sono ancora in corso al fine di individuare il movente. Il procuratore Luca Masini ha spiegato che sono “chiare ed evidenti le precise volontà di porre in pericolo l'incolumità pubblica e non solo la vita delle singole persone offese, in una via del centro cittadino e in un ambito spazio temporale privo di soluzione di continuità”.
L’orario scelto, ha sottolineato la procura, “era di massima presenza per cittadini, avventori di esercizi commerciali pertanto colpiti in maniera indiscriminata, indeterminata e deliberata”. Quest’oggi il presidente Sergio Mattarella ha annunciato la sua visita a Modena, alla quale parteciperà anche la premier Giorgia Meloni, che ha annullato il viaggio a Cipro per recarsi quanto prima nel luogo della strage. Sarebbe già in viaggio per l’Italia. Alle 11, il presidente della Repubblica e quello del Consiglio saranno all'Ospedale Baggiovara di Modena e alle 12 all'Ospedale Maggiore di Bologna.
“Mai visto Salim nella nostra associazione a Ravarino. Conosco bene, invece, il padre. Di lui posso solo dire che è una persona per bene, così come il resto della famiglia. Un gran lavoratore, di quelli che fanno casa, lavoro, casa. Una persona istruita e di cui non ho mai sentito parlare male. Siamo davvero sconvolti da quello che è successo, la nostra è una piccola comunità, ci conosciamo tutti. Ho chiesto anche ad amici e volontari: nessuno conosce Salim”, ha dichiarato il referente della comunità islamica locale, Abdelmajid Abouelala. Gli investigatori stanno ora verificando i conti correnti, i tabulati telefonici e i profili social dell’uomo, che sono stati oscurati. Meta, infatti, pare che tempo fa abbia chiuso il profilo Facebook dell’uomo e ora gli investigatori proveranno a risalire al motivo per quale il gestore dei social network ha scelto quella strada. Non è escluso che dietro possano esserci contenuti legati all’estremismo religioso ma servirà tempo e non è escluso che venga richiesta anche una rogatoria internazionale.
Ma una menzione d’onore va anche a chi, ieri, è intervenuto sulla scena per limitare i danni. Da un lato, infatti, ci sono gli uomini che hanno messo in pericolo la propria vita per fermare El Koudri, che è sceso dalla sua auto armato di coltello, con il quale ha colpito uno di loro, Luca Signorelli.
Dall’altra c’è un ufficiale dell’Esercito del nono reggimento d'assalto paracadutisti “Col Moschin” libero dal servizio, che non appena si è accorto della gravità delle ferite della donna è intervenuto applicando un laccio emostatico che aveva nello zaino per contenere l'emorragia, rimanendo sul luogo fino all'arrivo dei soccorsi. Probabilmente le ha salvato la vita.