L’esplosione del casolare di Roma due settimane fa, causata da due anarchici che stavano realizzando una bomba ad alto potenziale per un attentato, ha riacceso i riflettori sul mondo dell’antagonismo e sul pericolo eversivo. Da tempo è stato lanciato un allarme di questo tipo dagli esperti, considerando i movimenti dell’area anarco-insurrezionalista era prevedibile un incremento della pericolosità e una nuova stagione di violenza. Una previsione che si sta confermando, fortunatamente non nelle azioni anarchiche ma in quelle di contrasto e prevenzione delle forze dell’ordine e degli investigatori, che anche in queste ore hanno assestato un colpo alla galassia insurrezionalista con un arresto a L’Aquila.
Questa mattina, infatti, i corpi speciali della Polizia di Stato, compresi quelli specializzati nel contrasto dell'estremismo e del terrorismo interno, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino italiano, residente in provincia di Teramo, per i delitti di addestramento ad attività con finalità di terrorismo, anche internazionale, e apologia di reato aggravata dalle finalità di terrorismo. L’uomo dichiarava apertamente di appartenere all’area anarchica di stampo primitivista e accelerazionista e online forniva istruzioni sulla preparazione in ambiente domestico di armi da fuoco e del relativo munizionamento, anche con l'utilizzo di stampanti 3D.
Dava anche informazioni sulla preparazione di materiali esplosivi con finalità di terrorismo, finalizzati al compimento di atti di violenza e di sabotaggio di servizi pubblici essenziali. Un profilo pericoloso, quello tratteggiato dagli investigatori, che si conferma anche nella pubblicazione di manuali e prontuari recanti istruzioni dettagliate per la fabbricazione e l'assemblaggio di pistole, fucili, munizionamento ed esplosivi attraverso il ricorso a metodologie violente e sovversive. Nei suoi manuali definiva con dettagli anche i bersagli da colpire, come data centers e le società di gestione patrimoniale e di investimento americani, accompagnando le pubblicazioni con immagini di uomini armati e proclami diretti a condurre alla concreta realizzazione di azioni di natura violenta.
Tra i documenti sequestrati sono stati trovati anche manifesti di esaltazione anarchico-ambientalista orientati alle gesta di Theodore Kaczynski, anarco primitivista statunitense, noto con l'appellativo Unabomber, indicato come modello da emulare. L’arrestato incitava a ribellarsi e a unirsi alla rivoluzione in favore della distruzione del sistema tecnologico e democratico attuale. Emergono ovvi profili di rischio in questa indagine, come la diffusione delle “ghost-guns”, ossia le pistole invisibili che vengono realizzate con le stampanti in 3D, che non hanno matricole e si muovono all’esterno delle reti di vendita.
Colpire i data center e le società di investimento, come professato nei documenti, significa mirare ai pilastri che reggono la globalizzazione, cercando di provocare quel collasso sistemico auspicato dalle teorie accelerazioniste.