"L'unica certezza che ho è che mia moglie è fra le migliori subacquee sulla faccia della terra. E che è sempre stata una coscienziosa. Mai avrebbe messo a repentaglio la vita di nostra figlia o di altri ragazzi. Se l'allerta gialla davvero c'era, loro si saranno immersi prima e dev'essere successo qualcosa là sotto. Magari uno è andato in difficoltà, magari le bombole di ossigeno, io non ne ho idea. Ma sono pronto a giurare qualunque cosa sui comportamenti di Monica".
Carlo Sommacal, marito di Monica Montefalcone, non ha dubbi. Il giorno dopo la tragedia alle Maldive in cui sono morti 5 italiani, Sommacal, condivide con Repubblica i dubbi su ciò che può essere successo all'atollo di Vaavu e ricorda così la moglie: "Monica l'idealista, che mi sgridava anche sulla raccolta differenziata, che adorava il mare, che si sarà immersa migliaia di volte in vita sua.
Ci eravamo conosciuti a Milano, perché lei dopo aver studiato laggiù era finita nella mia stessa azienda. Ma quella vita non le piaceva, 'io amo il mare, mi diceva'". L'ultima volta Carlo e Monica si sono sentiti via WhatsApp. È stato "per dirle che qui i gatti stavano bene. Ne abbiamo tre". Poi, più nulla.In un'intervista a Diario del Giorno su Retequattro ripresa dal Corriere della Sera, Sommacal ricorda il legame speciale della moglie con le Maldive: "Erano la sua seconda casa". Una "casa" nella quale i due erano convolati a nozze. E nella quale amava tornare per lavoro. "Quando tornava dai suoi viaggi spesso mi diceva affranta: 'Sono morti altri coralli'. Io la prendevo un po' in giro, a volte. Ci teneva veramente molto", ha detto. Ribadendo anche l'attenzione della moglie in ogni immersione: "Era molto rigorosa".
Del resto, Monica Montefalcone si era già trovata in pericolo: nel 2004, infatti, era sopravvissuta allo tsunami "quando l'onda lunga del Sud Est Asiatico aveva raggiunto il Kenia", racconta il Corriere. Per sopravvivere, Monica e gli altri "hanno fatto una cosa da esperti: si sono agganciati gli uni agli altri e sono riemersi in fretta". Decisione che le è costata dei "micro infarti polmonari". Ma, dopo la riabilitazione e la ritrovata idoneità, è tornata a indossare la muta. Perché Monica Montefalcone aveva due vite: "Una sulla terra e una nel suo ambiente, l'acqua".