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Metal detector a scuola: favorevoli 6 giovani su 10. Valditara: "Repressione? Fuori dalla realtà"

I ragazzi approvano la proposta del ministro Valditara. A Pisa i genitori lanciano una petizione per chiedere più vigilanza alle forze dell'ordine; a Modena arriva una nuova figura per presidiare le aree davanti alle scuole

Metal detector a scuola: favorevoli 6 giovani su 10. Valditara: "Repressione? Fuori dalla realtà"
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Emerge un orientamento netto tra gli studenti dopo l’omicidio avvenuto a La Spezia. Un instant poll di Skuola.net, condotto su oltre 500 ragazzi nelle ore successive alla tragedia in cui uno studente è stato accoltellato a morte da un coetaneo all’interno della scuola, rivela che sei giovani su dieci sono favorevoli a un rafforzamento dei controlli. Nel mirino misure come l’impiego di metal detector nei contesti considerati a rischio, a partire proprio dagli istituti scolastici, di cui ha parlato anche il ministro Valditara nell'intervista rilasciata al Giornale. Ma anche una linea di maggiore severità nei confronti dei minori che portano o usano coltelli o altri oggetti pericolosi. Tra le ipotesi condivise anche sanzioni pesanti, come il ritiro della patente o del passaporto.

Valditara: "Chi parla di repressione per i metal detector è fuori dalla realtà"

"Chi parla di repressione è fuori dalla realtà. Se c'è il rischio che dei ragazzi possano introdurre armi improprie o coltelli a scuola, bisogna prevenire, anche valutando, quando ci sono le condizioni, l'utilizzo di metal detector". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a margine della presentazione del suo libro La Rivoluzione del Buonsenso a Milano. Secondo il ministro, di fronte alla facile circolazione di coltelli "è evidente che si debba intervenire con norme severe". Valditara ha quindi richiamato il concetto di "buon senso", al centro anche del suo libro, definito "molto attuale": "Il buon senso - ha spiegato - serve a dare risposte concrete ai cittadini, non risposte demagogiche".

Risse tra giovani, a Pisa una petizione online per chiedere più sicurezza

L'omicidio di La Spezia ha spinto anche alcuni genitori di Pisa a lanciare una petizione online per chiedere maggiore vigilanza alle forze dell'ordine. Nella petizione si fa riferimento anche a un episodio recente, avvenuto il 3 gennaio e non denunciato in una piazza del centro storico, tra quelle popolate di locali della movida, dove uno sconosciuto ha lanciato un drink in faccia a un coetaneo per provocare e chiedere una sorta di "risarcimento" in denaro per il cocktail sprecato e il giubbotto macchiato.

Una "tecnica", riferiscono i promotori della petizione, utilizzata altre volte in episodi analoghi avvenuti nel centro storico e nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani. Nella petizione, poi, i promotori chiedono "al sindaco, al prefetto e alle autorità di pubblica sicurezza un rafforzamento costante e visibile della presenza delle forze dell'ordine nelle aree più critiche, misure di prevenzione e controllo efficaci; attenzione alla sicurezza di giovani e famiglie; azioni di sostegno alle situazioni di disagio giovanile per prevenire l'innescarsi di dinamiche sociali e psicologiche che sconfinino nella delinquenza".

A Modena arrivano gli school tutor

Mobilitazione contro la violenza giovanile anche a Modena. "Dal 26 gennaio introdurremo una nuova figura, lo School Tutor, per presidiare le aree davanti alle scuole e prevenire situazioni di tensione tra i più giovani". Lo ha annunciato il sindaco, Massimo Mezzetti.

"I dati ci dicono che dalla pandemia a oggi la criminalità minorile è cresciuta del 30%, mentre gli altri reati sono in calo: questo ci impone un cambio di paradigma", sottolinea Mezzetti. "Dobbiamo essere fermi nel reprimere i reati, anche quando commessi da minori, riducendo i margini di impunità, ma allo stesso tempo intervenire sulle radici profonde del disagio". Il sindaco richiama la necessità di un doppio binario: "Servono risposte sociali, psicologiche e educative, perché la solitudine che attraversa i giovani sta generando forme di devianza pericolosa. Punizione e prevenzione devono andare insieme".

Gli School Tutor, spiega Mezzetti, avranno un ruolo di monitoraggio e mediazione: "Interverranno sui conflitti di basso livello e segnaleranno immediatamente alle forze dell'ordine le situazioni più gravi, con l'obiettivo di evitare escalation".

Una misura che si affianca al rafforzamento dei controlli già attuato negli ultimi mesi: "Dove abbiamo aumentato la presenza all'esterno delle scuole gli episodi sono diminuiti, ma questo ci impone ora una riflessione su come intervenire anche all'interno degli istituti, senza militarizzarli". "È uno strumento nuovo, che si aggiunge agli Street Tutor già attivi in città - conclude il sindaco - per rispondere in modo concreto a un'emergenza educativa e sociale che riguarda tutta la comunità".

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