Le minacce non fermano la verità: solidarietà ai giornalisti de Il Tempo

Le minacce non fermano la verità: solidarietà ai giornalisti de Il Tempo
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Quando un esponente di rilievo del mondo religioso e culturale islamico come Roberto Hamza Piccardo utilizza termini offensivi e minacciosi contro un organo di stampa, non si tratta di una semplice offesa: è un attacco alla libertà di informazione stessa. Piccardo, figura storica dell’Islam italiano, ha definito i giornalisti de Il Tempo “miserabili”, aggiungendo l’espressione brutale “basterebbe tirare lo sciacquone”. Parole lontane da ogni attitudine al dialogo e da ogni rispetto per il confronto civile.

Roberto Hamza Piccardo si avvicinò all’Islam durante un viaggio in Africa dopo il servizio militare e decise di convertirsi nel 1975. Da allora, si è impegnato attivamente nella promozione culturale e religiosa: fondò la casa editrice Al Hikma nel 1993 e pubblicò, tra le altre opere, la sua traduzione interpretativa del Corano, una delle più diffuse tra i musulmani italiani. È stato inoltre tra i fondatori e figure di spicco dell’UCOII, l’Unione delle Comunità Islamiche in Italia, organizzazione che si presenta come volto del dialogo interreligioso.

Questa storia di conversione, profonda e personale, appare in contrasto con il tono offensivo e intollerante riservato alla stampa. Quando insulti e dichiarazioni aggressive provengono da persone che rivestono un’influenza pubblica, l’intero dibattito ne risente. È un segnale preoccupante e richiede una risposta ferma: le minacce non devono passare sotto silenzio, e la società deve riaffermare i valori della libertà, del rispetto e della verità.

La mia solidarietà va alla redazione de Il Tempo, al direttore Tommaso Cerno, e a tutti i giornalisti liberi che quotidianamente scelgono di servire il Paese con integrità, impegno e coraggio intellettuale. A questa solidarietà aggiungo un pensiero speciale per la giornalista coraggiosa Giulia Sorrentino, che con determinazione e rigore porta avanti una battaglia di libertà e verità, diventando esempio per tanti colleghi e cittadini.

Ed è nello stesso spirito che non possiamo non ribadire la nostra vicinanza ai popoli costretti a difendersi dalla minaccia mortale dei terroristi tagliagole di Hamas, che colpiscono in nome di un fanatismo violento e disumano. La libertà, la sicurezza e la difesa della vita sono valori universali: vanno difesi ovunque, senza compromessi.

In un momento in cui si tenta di intimidire e zittire, è proprio il giornalismo coraggioso, onesto e intellettualmente corretto che deve illuminare e rassicurare. Le parole feriscono, ma la verità resiste. E la verità, mai come oggi, ha bisogno di essere protetta, sostenuta e narrata.

Nessuna minaccia potrà mai cancellare il diritto dei cittadini a conoscere, né fermare chi, con passione e professionalità, costruisce giorno dopo giorno il tessuto informativo del nostro Paese. Chi tenta di intimidirlo deve sapere che la verità non affonda: resiste, riaffiora e continua a guidare i cittadini liberi. Se ne faccia una ragione anche Piccardo.

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