Il presunto figlio segreto di Raffaella Carrà continua a far discutere e ad alimentare interrogativi su uno degli aspetti più riservati della vita privata della celebre artista scomparsa nel 2021. Negli ultimi giorni la vicenda è tornata alla ribalta dopo alcune ricostruzioni secondo cui la showgirl avrebbe adottato Gian Luca Pelloni Bulzoni, indicato come erede della conduttrice. Tra le voci che si sono espresse sulla questione c’è quella di Giancarlo Magalli, storico volto della televisione italiana e per anni collaboratore di Raffaella Carrà. Il conduttore, che con la Carrà ha condiviso una lunga stagione professionale e personale, racconta in un’intervista a Il Messaggero, di essere rimasto sorpreso dalla notizia e di non aver mai sentito parlare di questo presunto figlio durante i decenni di frequentazione.
"Non ne ha mai parlato"
Magalli racconta di aver scoperto la vicenda esattamente come il resto del pubblico, leggendo le notizie circolate sui giornali. "Non ne sapevo assolutamente nulla", spiega. "Non l’ho mai sentito nominare. Ho scoperto tutto leggendo e il telefono per tutto il pomeriggio non ha smesso di squillare". Il conduttore sottolinea come, nel corso degli anni, la Carrà non avrebbe mai fatto alcun riferimento a questa persona, né in ambito professionale né nelle occasioni private. "Mi sembra davvero molto strano. In tutti gli anni in cui l’ho conosciuta non ho mai sentito pronunciare il suo nome".
Il dubbio anche sul ruolo di manager
Le ricostruzioni hanno indicato Pelloni Bulzoni anche come manager o collaboratore della Carrà. Un’ipotesi che Magalli fatica a riconoscere. "Se davvero era il suo manager, a me non è mai stato presentato in questo ruolo", afferma. "Di manager di Raffaella ne ho sempre conosciuto uno solo". Il riferimento è ad Angelo Perrone, storico collaboratore e responsabile del management della Carrà per molti anni. "Per chiunque frequentasse Raffaella, la persona che stava al suo fianco professionalmente era Perrone. Era lui il suo punto di riferimento".
"Non l’ho mai visto con lei"
Magalli ricorda anche diversi momenti pubblici condivisi con la Carrà negli ultimi anni, sottolineando di non aver mai visto Pelloni Bulzoni accanto alla showgirl. "Quando capitava di incontrarla era sempre da sola oppure con Perrone", racconta. "Ricordo anche il funerale di Gianni Boncompagni, lei era con lui, non con questa persona". Secondo il conduttore, l’assenza di questa figura nelle occasioni pubbliche rende la storia ancora più sorprendente.
L’ipotesi dell’adozione
Un altro punto che lascia perplesso Magalli riguarda proprio la possibilità che la Carrà abbia deciso di adottare un figlio. "È la cosa che mi stupisce di più", ammette. Secondo il presentatore, un’adozione comporta un percorso complesso e impegnativo, non solo dal punto di vista emotivo ma anche burocratico. "Adottare un figlio è un’impresa: complicata, piena di passaggi burocratici e anche costosa. Non riesco proprio a immaginare Raffaella impegnata in un processo del genere".
Il tema dell’eredità
Alla domanda se la Carrà potesse aver voluto adottare qualcuno per lasciargli il proprio patrimonio, Magalli mantiene una posizione prudente ma esprime qualche perplessità. "Se davvero ci sono documenti che dimostrano questa cosa, allora va bene così. Tutto è possibile", osserva. "Però mi chiedo perché scegliere proprio un ex impresario come erede". Per anni, racconta il conduttore, l’idea diffusa tra chi conosceva bene la Carrà era diversa.
Chi sono sempre stati considerati gli eredi
Secondo Magalli, tra gli amici e i collaboratori più vicini alla showgirl si è sempre pensato che l’eredità sarebbe andata ai figli del fratello Renzo Pelloni. "Raffaella era molto legata alla sua famiglia", spiega. "Tutti noi abbiamo sempre dato per scontato che gli eredi fossero i figli di suo fratello". Sarebbero stati loro, racconta, a occuparsi anche della gestione della grande casa romana della Carrà dopo la sua scomparsa.
Il lungo rapporto tra Magalli e Raffaella Carrà
Solo dopo la notizia del presunto figlio segreto, Magalli ha ripensato ai molti anni trascorsi accanto alla Carrà. I due si conobbero nei primi anni Ottanta, quando il conduttore lavorava come autore televisivo. Magalli fu infatti tra gli autori di Pronto, Raffaella?, il programma del 1983 che segnò il debutto della Carrà alla guida di un talk show nel mezzogiorno di Rai. Il progetto, racconta, inizialmente era stato pensato per Gianni Morandi, ma dopo il suo passo indietro fu Gianni Boncompagni a suggerire il nome della Carrà. "Quando arrivò alla prima puntata si presentò con grande semplicità", ricorda Magalli. "Disse che era lì per fare un lavoro che non sapeva se fosse capace di fare, ma che sperava di imparare. Quell’umiltà colpì moltissimo il pubblico".
Una collaborazione tra televisione e musica
La collaborazione tra i due non si fermò al programma televisivo. Magalli firmò infatti anche i testi di alcune canzoni della Carrà nei primi anni Ottanta, tra cui Fatalità, Dolce far niente e Bolero. ra i due esisteva anche un rapporto personale, fu proprio Magalli a vendere alla showgirl l’appartamento romano di via di Vigna Stelluti, che negli anni la Carrà ampliò acquistando altri appartamenti vicini.
Una storia che lascia ancora molte domande
Le dichiarazioni di Magalli non risolvono il mistero attorno al presunto figlio segreto della Carrà, ma aggiungono un elemento importante: lo stupore di chi ha lavorato e frequentato la showgirl per decenni senza aver
mai sentito parlare di questa figura. "Se davvero esistono documenti che dimostrano tutto, allora non c’è nulla da discutere", conclude il conduttore. "Ma per quanto mi riguarda, è una storia che mi ha davvero sorpreso".