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Scontri, idranti e lacrimogeni a Torino: guerriglia davanti al palazzo dell’Askatasuna liberato

Non solo Roma e Milano: gli antagonisti hanno creato disordini e tensioni anche a Torino per protestare contro la presenza delle forze dell’ordine in Corso Regina Margherita 47

Scontri, idranti e lacrimogeni a Torino: guerriglia davanti al palazzo dell’Askatasuna liberato
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Sabato 18 aprile non c’erano solamente le manifestazioni di Milano e Roma a bloccare le città. Gli antagonisti sono scesi in piazza anche a Torino, e non solo, generando uguali tensioni. Se a Milano la manifestazione era organizzata contro il raduno pacifico dei patrioti e a Roma per solidarietà con Alfredo Cospito, a Torino i manifestanti sono scesi in piazza per Askatasuna, il centro sociale chiuso lo scorso dicembre, che da 4 mesi viene costantemente presidiato dalle forze dell’ordine per evitare nuove occupazioni. I costi sono alti ma, nonostante tutti gli accessi siano stati murati, il rischio che gli antagonisti possano riuscire a fare nuove irruzioni è altissimo. L’abbattimento è tra le ipotesi ma non è così facile da attuare, quindi si prosegue con il presidio che, ciclicamente, viene disturbato dagli antagonisti.

Nella serata di ieri, il comitato di quartiere “Vanchiglia insieme”, legato a doppio filo con il centro sociale, ha organizzato una street parade nelle strade attorno all’edificio di Corso Regina Margherita 47. La manifestazione era la coda del solito corteo pro Pal di Torino del sabato pomeriggio, che ha attraversato le vie del centro. Avrebbe dovuto concludersi in piazza Statuto ma ha proseguito verso Vanchiglia, dove era già in corso la fase iniziale della street parade. Tutto è comunque andato bene fin quando, poco dopo le 21.30, alcune centinaia di manifestanti hanno raggiunto la zona della palazzina sgomberata lo scorso dicembre. Un gruppo si è avvicinato alle grate dei mezzi blindati delle forze dell'ordine e contro gli agenti è partito un fitto lancio di oggetti, anche pietre. Ci sono stati anche momenti di contatto e le forze dell’ordine sono state costrette a utilizzare gli idranti e i lacrimogeni per allontanare gli antagonisti, ripristinando le condizioni di sicurezza.

“Questo quartiere è un modo di vivere, da quattro mesi è pieno di poliziotti in assetto antisommossa. Tutti i giorni vengono spesi migliaia di euro per fare la guardia a un posto vuoto. Un posto che prima accoglieva persone e momenti di socialità e quattro mesi fa hanno deciso di sgomberare", hanno detto al megafono gli antagonisti, lamentando lo sgombero di dicembre e dimostrando con queste parole, che il presidio del palazzo non è uno spreco ma una necessità. “Serate come queste ci ricordano che vogliamo stare insieme in un altro modo e ce ne saranno tante altre nelle prossime settimane per continuare a costruire qualcosa che Askatasuna e la Torino partigiana hanno costruito in tutti questi anni.

Ora tocca a noi essere partigiani contro guerra, genocidio e lo schifo che viene fatto nell’altra parte del mondo e in Vanchiglia”, hanno detto ancora. Il prossimo appuntamento segnato di rosso nel calendario è quello del 25 aprile, quando è probabile un altro assalto al centro sociale chiuso durante il corteo.

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