Gli anarchici non hanno intenzione di indietreggiare, anzi. Dopo la morte di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone nel crollo del casale nel parco degli Acquedotti a Roma, mentre sembra che stessero progettando un ordigno voluminoso e da utilizzare in breve tempo, arriva un comunicato dei loro sostenitori, degli epigoni di Cospito, che richiamano alla “violenza rivoluzionaria”, ricordando che serve "l'audace volontà di utilizzare ogni mezzo contro questo sistema".
Così gli anarchici valtellinesi in un comunicato che ricorda anche la dichiarazione fatta dalla Ardizzone, nel corso dell'udienza preliminare dell'inchiesta Sibilla. E aggiungono che “Sandrone e Sara li abbiamo conosciuti nelle assemblee e nei campeggi, dove si parlava di anarchia, solidarietà, carcere, del sistema di dominio che ci circonda e di come fare a combatterlo. Non ci interessa sapere nello specifico cosa sia successo in quel casolare dove han trovato la morte.
Sappiamo per certo che nel loro cuore c'era quell'idea di libertà e anarchia che sentiamo anche noi, sappiamo per certo che in questo mondo dove la guerra fa sempre più vittime innocenti, per agire contro di essa serva anche la violenza rivoluzionaria”.L’escalation dei toni è evidente, e nel nome dell’illegalità si stanno nuovamente saldando in modo ancora più evidente realtà mai sopite.