
Da vent'anni, il sito Phica.eu raccoglieva foto di donne e commenti sessisti da parte degli utenti. Donne della politica, dello spettacolo e dello sport erano state esposte e sessualizzate. L'amministrazione del sito ha ammesso le mancanze, nel comunicato di annuncio della chiusura è stato ammesso che non sono "riusciti a bloccare in tempo tutti quei comportamenti tossici che hanno spinto Phica a diventare, agli occhi di molti, un posto dal quale distanziarsi piuttosto che sentirsi orgogliosi di far parte".
Ma i comportamenti gravi ci sono e non possono essere cancellati con un colpo di spugna. La Conferenza permanente delle donne democratiche, secondo quanto si apprende, sta preparando un ricorso collettivo aperto alle politiche di tutti gli schieramenti politici coinvolte loro malgrado nella vicenda. Il premier Giorgia Meloni, anche lei coinvolta, si è detta "disgustata da ciò che è accaduto" e ha chiesto che non ci sia "nessuno sconto". Ma chi c'è dietro il sito?
Due analisti interpellati da La Repubblica hanno fatto un'indagine sui dati pubblici del forum e hanno scoperto che l’amministratore e unico proprietario della società bulgara a cui fa capo Phica.eu è italiano. La società risulta iscritta come fornitrice di consulenza. I dati Whois del sito, quelli che permettono di individuare sede legale e amministrazione, tra le altre cose, sono stati oscurati ma la società che secondo i due analisti consultati da La Repubblica sta dietro il sito ha un capitale sociale di 50 euro a fronte di 1,3 milioni di euro di bilancio nell'ultimo anno. Nel 2005 il forum era aperto sotto il dominio .net ma nel corso degli anni ha cambiato con .eu. Nei fatti non è cambiato nulla per l'utente ma tutt'oggi il .net offre il redirect verso il .eu e potrebbe essere un escamotage per bypassare alcuni blocchi che vengono posti su siti di un certo tenore. Esistono anche dei siti collegati a Phica.eu, che hanno però un'altra proprietà: uno di questi, webcam.phica.net, fino a pochi mesi fa era sotto il controllo di una società spagnola mentre ora è di una società britannica, che va sul dominio ragazzeinvendita.com. E chi è incaricato a gestire i flussi economici in questo caso è la società bulgara. Tutte le società pare abbiano lo stesso amministratore.
Ora saranno gli avvocati a tracciare la linea dei possibili reati, le procure a valutarne la sussistenza e i giudici a stabilirne l'esistenza.
Tra le ipotesi di reati che potrebbero essere stati commessi ci sono diffamazione e la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, che si può configurare nella più ampia cornice del revenge porn. Tuttavia, è bene sottolineare che i responsabili sarebbero, eventualmente gli utenti che si sono spinti troppo oltre nei loro commenti e non l'amministratore del sito.