L’odio rosso si abbatte ancora sulla sede di nuova inaugurazione di Fratelli d’Italia a Bologna, in via Stalingrado. Solo pochi giorni fa le porte vetrate dell’immobile che da poche settimane ospita il partito di Giorgia Meloni erano state imbrattate con scritte come “fasci appesi” mentre nelle ultime ore è stato aggiunto un nuovo elemento d’odio. Le immagini delle telecamere di sorveglianza che guardano verso la sede hanno ripreso l’esatto momento in cui una persona, una donna in questo caso, è arrivata in bicicletta, ha sputato contro la sede e poi ha imbrattato i muri accanto con la scritta “Meloni dimettiti” e la scritta “Antifa”.
“Questo ennesimo atto vandalico oltre a confermare il clima d'odio sempre più presente in città dimostra come l'apertura della nostra sede a Bologna in via Stalingrado 25a dia molto fastidio a qualcuno”, ha commentato Francesco Sassone, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. “Certamente non ci faremo intimidire e, anzi, tutto questo ci rafforza nella convinzione che stiamo facendo bene ed andremo avanti a testa alta. Abbiamo già denunciato questo ennesimo atto e confidiamo nel lavoro delle forze dell'ordine per individuare la responsabile. Ringrazio anche tutti i nostri militanti-volontari che ci permettono di tenere aperta la sede per tutti i cittadini. Lo avevamo detto all'inaugurazione, questa sede sarà aperta per tutti i bolognesi, così è e così sarà”, ha aggiunto, confermando che le indagini sono in corso per dare un nome alla persona che ha compiuto l’ennesimo atto vandalico.
Il clima d’odio a Bologna, ben noto da tempo, nelle ultime settimane sta aumentando e si sta esprimendo con minacce sempre più violente contro il centrodestra ma anche contro la giunta del Pd del Comune. Se per i primi la colpa è semplicemente quella di non essere di sinistra, per i secondi è quella di voler riqualificare una parte abbandonata di un parco per costruirvi un museo per i bambini. Sono minacce sempre più violente quelle che si stanno riversando sugli esponenti politici e di certo la sinistra non fa un buon servizio se ritrova la voce solamente quando la violenza la tocca da vicino.
Nonostante le minacce come “Meloni appesa” e “A piazzale Loreto c’è ancora posto” rivolto a Meloni con tanto di cappio, il Pd ed Elly Schlein si sono mossi con dichiarazioni solo quando gli antagonisti hanno minacciato Matteo Lepore e i suoi assessori. La violenza nuovamente emergente di Bologna è un problema democratico che interessa tutti e dovrebbe esserci un fronte comune per contrastarlo, al di là delle appartenenze politiche.