Con il mese di marzo si avvicina la primavera, e anche se al momento la bella stagione tarda ad arrivare, come è ormai consuetudine si procederà con lo spegnimento dei termosifoni, così da favorire il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. In Italia, il periodo di accensione e spegnimento è regolato da normative nazionali che prevedono fasi diverse a seconda del territorio, diviso in zone climatiche. A partire con la giornata di oggi, domenica 15 marzo, in alcune città si procede con lo spegnimento, anche se le temperature non sono ancora miti. In questi giorni, infatti, l'Italia sta vivendo un vero e proprio ritorno del freddo e del maltempo, tanto che il Paese è diviso in due, con condizioni anche piuttosto critiche in alcune Regioni.
Ad ogni modo, secondo il calendario stabilito e la suddivisione dell'Italia in sei zone climatiche, a partire da oggi si procederà con spegnimento dei riscaldamenti domestici centralizzati a Lampedusa, Porto Empedocle, Linosa e altre aree della Sicilia (zona A). Il 31 marzo sarà poi la volta di Reggio Calabria, Messina, Palermo e Trapani (zona B), così come Napoli, Bari, Cagliari, Caserta e Taranto (zona C). A seguire, il 15 aprile i termosifoni si spegneranno nelle zone D ed E, ovvero Roma, Firenze, Genova, Ancona e Foggia, e poi Milano, Torino, Bologna, Venezia e L'Aquila. Le uniche zone a non essere sottoposte a limiti sono quelle della zona F, ossia le aree più fredde come Belluno, Cuneo e Trento, oltre ad altre aree alpine/montane.
Il tutto è regolato dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 74 del 16 aprile 2013, che viene costantemente aggiornato a seconda delle situazioni. Le sei zone sono state individuate tenendo conto dei "gradi giorno", che indicano la differenza fra la temperatura presente in un edificio e quella all'esterno in un intero anno. Più "gradi giorno" ci sono, e più sarà il periodo di tempo consentito in cui mantenere accesi i riscaldamenti.
id="docs-internal-guid-edfdeb60-7fff-d303-4298-c559aba543d3">Dopo lo spegnimento, i termosifoni potranno essere nuovamente accesi a partire dal 15 ottobre (zona E), primo novembre (zona D), 15 novembre (zona C) e primo dicembre (zona A e zona B).