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“Vogliono imporre il calendario islamico”. Barricate alla proposta del partito islamico di chiudere le scuole per il Ramadan

II progetto è quello noto: rendere l’islam parte della quotidianità italiana. Questo passa anche per le scuole, per la quali viene proposta la chiusura per il Ramadan

“Vogliono imporre il calendario islamico”. Barricate alla proposta del partito islamico di chiudere le scuole per il Ramadan

Il partito islamico di Roma sta iniziando la sua marcia verso le elezioni del 2027 e sta già ponendo in chiaro quali sono i suoi capisaldi e obiettivi di programma. La convinzione del progetto “MuRo27” è che i musulmani di Roma, circa 40mila quelli con cittadinanza, possano “contribuire al bene comune, a partire dai valori della propria religione”. E tra questi valori, evidentemente, c’è anche il desiderio di mettere la bandierina nelle scuole rendendo normale la chiusura per il Ramadan, come ha raccontato in esclusiva questa mattina il Giornale.

Eccola la prima proposta programmatica del partito islamico romano, Muro27, che punta a islamizzare le scuole pubbliche imponendo il calendario islamico con la chiusura per il periodo del Ramadan”, ha dichiarato Anna Maria Cisint, europarlamentare Lega. “Da una parte la sinistra fa togliere i crocifissi dalle classi e dall’altra il partito islamico vuole introdurvi pratiche islamiche. È una saldatura inaccettabile tra sinistra e islamici, in cui i primi puntano a cancellare le nostre radici mentre i secondi mirano a imporre la Sharia: oggi il Ramadan e la dieta Halal, domani cosa chiederanno, la divisione nelle classi tra uomo e donna e l’imposizione del velo?”, ha aggiunto nella sua nota. “Gli islamici devono, cosa che non hanno ancora fatto, sottoscrivere un accordo con lo Stato per il pieno rispetto della nostra Costituzione, delle nostre leggi e dei nostri valori, prima che la sinistra e dirigenti scolastici compiacenti arrivino a consentire che nelle scuole i bambini restino a digiuno”, ha concluso.

Ci sono già scuole che chiudono per il Ramadan nel nostro Paese, come quella di Pioltello che l’ha resa una tradizione, ma per il momento erano sempre state iniziative slegate dalla politica-religiosa. “Anche a Roma ci sono scuole con numeri che renderebbero sensato un intervento di questo tipo, che cosa aspettiamo?”, si chiedono gli esponenti di “MuRo27”. L’islamizzazione italiana non è ancora arrivata ai livelli di altri Paesi europei ma l’avanzata è sotto gli occhi di tutti e sembra che ormai il Paese si sia rassegnato. Monfalcone è la città con più musulmani e qui la chiesa ha concesso gli spazi dell’oratorio per la preghiera islamica.

A Piacenza una coop che gestisce spazi parrocchiali, con il consenso del parroco li ha aperti per i musulmani. A Forlì, la sera, risuonano i canti del muezzin. Eppure, solo pochi anni fa, tutto questo nel nostro Paese non era immaginabile.

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