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"Onirica Milano", lo spazio urbano è un luogo mentale

In mostra le fotografie di Manfredo Pinzauti con i monumenti rarefatti in solitudine

"Onirica Milano", lo spazio urbano è un luogo mentale
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"Onirica Milano" è il titolo della mostra del fotografo fiorentino Manfredo Pinzauti, scomparso dopo una breve malattia nel novembre di un anno fa. È un racconto in chiaroscuro di Milano, il nuovo e il vecchio che si confrontano. Le immagini sono esposte alla Galleria Previtali, via Lombardini 14, da domani al 28 marzo (da martedì a sabato dalle 16 alle 19.30). Ci si imbatte in una realtà "irreale", rarefatta e fantastica, spesso crepuscolare, che guarda con stupore l'aspetto architettonico delle città. Il fotografo aveva iniziato il suo lavoro nel 2020 attraversando Milano in piena pandemia. Si passa dal centro alla periferia con una personale interpretazione del Bosco Verticale di Porta Nuova, si intravedono gli anelli dello stadio di San Siro, la torre piezometrica di Ripamonti, la Chiesa a piramide di San Giovanni Bono, accanto all'ospedale San Paolo. Pinzauti parlava spesso di quelle strane giornate in cui si poteva uscire a tratti. Il suo intento era quello di raffigurare dettagli architettonici e di design privi di traccia umana, che diventano immagini oniriche insieme lontane e vicine all'osservatore.

"Onirica Milano" vuole essere non sono un ricordo della visione artistica del fotografo, ma anche un invito a rallentare lo sguardo per potere riscoprire la città attraverso una sensibilità profonda e personale. "Sono fiorentino di nascita, ma maremmano nel cuore" diceva di sé Manfredo Pinzauti che negli anni '80 si era trasferito a Milano per frequentare lo IED. Lavorerà per la moda, ma nel suo curriculum ci sono tanti reportage sociali e ritratti per l'editoria e la pubblicità per le principali riviste e aziende italiane e internazionali. La sua fotografia era spesso arte narrante. Come la raccolta di scritte sui muri in mostra al piano inferiore della galleria chge ripercorre vita e storia del nostro Paese. Tante città da Nord a Sud fotografate per oltre 10 anni. Muri che parlano d'amore, di politica, scritte ironiche, divertenti a volte denunce. C'è anche un video a completare il racconto. Una narrazione visiva che trascende i confini del reportage, come nei progetti realizzati per Azimut Yachts, marchio iconico della nautica di lusso.

Lavori che intrecciano il racconto di una comunità unita dall'amore per la bellezza e l'andar per mare con immagini di prodotto in contesti fuori dall'ordinario, come la barca ormeggiata sul manto nevoso delle piste da sci di Courchevel o nel cuore di Piazza San Carlo a Torino. Oggi alle 18.30 l'inaugurazione.

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