Bonsai: perché coltivarlo a 60 anni

I bonsai vantano numerose proprietà benefiche per l’ambiente e per le persone che se ne prendono cura: ecco tutti i benefici

Bonsai: perché coltivarlo a 60 anni

Letteralmente “alberi in vaso”, i bonsai sono tra le piante più amate soprattutto per l’elevato valore ornamentale e per la capacità di abbellire qualsiasi ambiente, tanto da essere considerati veri e propri oggetti d’arte naturali.

Coltivare questi alberi in miniatura, inoltre, può generare diversi benefici soprattutto per chi ha superato gli “anta” e ha più tempo da dedicare alla cura delle piante. È un’attività che richiede pazienza e costanza, tuttavia non sono necessarie conoscenze specifiche né tantomeno è richiesta molta dimestichezza con le attività di giardinaggio: i vantaggi che possono derivare sono notevoli, anche per la salute.

Le proprietà purificanti del bonsai

I bonsai possono essere facilmente coltivati sia all’esterno sia all’interno, valutando con attenzione la stagione e la temperatura esterna in modo da non danneggiare la pianta. Possono raggiungere dimensioni differenti, variabili tra i venti e i settanta centimetri, senza mai perdere il tipico portamento elegante e movimentato.

Se tenuti dentro casa, in particolare, aiutano a purificare l’aria grazie all’effetto antinquinamento. Alcune specie di bonsai, come i Ficus Ginseng solo per fare un esempio, sono in grado di deumidificare e soprattutto di filtrare eventuali sostanze considerate nocive: rientrano tra queste la formaldeide, il tricloroetilene e il benzene.

Sono tre dei principali inquinanti presenti tra le mura domestiche, sia sotto forma di gas incolore sia di liquidi usati per la produzione dei mobili o inseriti all’interno di alcuni prodotti usati per la pulizia. Il benzene, in particolare, può essere prodotto dal fumo di sigaretta, dalla combustione della legna nei camini e delle stufe.

Coltivare bonsai per combattere l’ansia

Un noto beneficio legato alla coltivazione dei bonsai riguarda la conquista del benessere interiore, un obiettivo non sempre facile da raggiungere anche a 60 anni. Dedicarsi alla cura di queste piante richiede pazienza e attenzione meticolosa, aiutando a ritrovare gradualmente calma e serenità.

Più che un hobby, quindi, l’arte di coltivare i bonsai viene considerata spesso un rimedio antistress, tanto da rivelarsi un’ottima attività terapeutica per placare uno stato ansioso in modo naturale.

Consigli per curare i bonsai

Esistono diversi tipi di bonsai, alcuni dei quali sono facili da coltivare anche per i principianti: tra i più comuni si annoverano il Ficus retusa, la Crassula arborescens e la Murraya paniculata, tutte piante che vivono bene anche negli ambienti domestici.

I bonsai da interno, in generale, possono essere sistemati all’aperto a partire dall’inizio di maggio e fino alla fine di settembre, purché siano al riparo da vento e intemperie ma anche dal sole diretto. Durante i mesi freddi, invece, possono essere collocati dentro casa, facendo sempre in modo che siano sufficientemente illuminati.

Per quanto riguarda l’apporto d’acqua, invece, è preferibile bagnare la pianta quando il terreno è asciutto, anche immergendo in vaso in una bacinella in modo da far assorbire il liquido in modo ottimale.

Per rendere armoniosa la crescita del bonsai, infine, è necessario effettuare periodicamente una potatura, preferibilmente in inverno. È importante fare in modo che i rami più lunghi siano quelli collocati alla base, mentre dovrebbero assottigliarsi procedendo verso l’alto in modo tale che ogni ramo sia sempre esposto alla fonte di luce.

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