Pacchi bomba, Maroni: "Allerta"

Il ministro dell'Interno: "Fanno
parte della campagna per la chiusura dei Cie per gli immigrati clandestini, gli ordigni alla Bocconi di Milano e a Gradisca. Minacce anarchiche anche contro la Croce rossa"

Roma - Fanno parte della campagna per la chiusura dei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione per gli immigrati clandestini, i due ordigni inviati - ed esplosi - all’università Bocconi di Milano e al Cie di Gradisca. I due episodi sono strettamente collegati e portano la firma degli anarco-insurrezionalisti del Fai, la Federazione anarchica informale. È quanto ha sottolineato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nella sua informativa alla Camera sulla bomba alla Bocconi assicurando che "tutte le strutture investigative sono al massimo livello per contrastare questa minaccia".

I volantini di rivendicazione dei due attentati, praticamente identici, definivano i Cie "campi di concentramento", da chiudere subito altrimenti "inizierà a scorrere il sangue dei padroni" e che "altri pacchi bomba colpiranno la Croce rossa internazionale". La firma è quella di "Sorelle in armi, nucleo Maurizio Morales, Fai".

Le analogie tra i due pacchi bomba inducono a collegare gli episodi in linea di continuità rispetto ad azioni realizzate da componenti anarchiche compiute non solo in Italia ma anche in Grecia e in Spagna. La matrice anarchica può essere riconducibile più che a un rinnovato attivismo dei vecchi militanti che negli anni scorsi hanno rivendicato azioni della stessa natura, a quello che viene definito come "gruppo spontaneo di attività" formato da giovani che intende rinverdire i propositi della Fai rilanciandone il progetto federativo, ha spiegato Maroni.

Dopo aver ricostruito le dinamiche dei due attentati e ricostruito brevemente un profilo storico della Fai e della sua attività eversive, il ministro ha precisato che "è poco verosimile l’esistenza di un disegno criminoso eversivo unitario che veda un qualche collegamento strategico tra i diversi eventi". Maroni ha poi aggiunto che da tempo c’è attenzione "sul perdurante attivismo propagandistico degli anarco-insurrezionalisti che ha indotto a mettere a fattore comune le attività giudiziarie in corso da parte della Digos e del Ros in diverse città italiane e dall’altra di focalizzare l’attenzione sulle nuove leve del mondo anarchico nei cui confronti sono in corso iniziative investigative".

"Voglio assicurare al Parlamento - ha concluso il titolare del Viminale - che il livello di operatività delle strutture investigative di intelligence e degli apparati di prevenzione e di vigilanza è ai massimi livelli e in tal senso ho disposto specifiche direttive di sensibilizzazione".

Per quanto riguarda l’attentato alla Bocconi, il ministro ha spiegato che "l’ordigno temporizzato" è stato "realizzato con un tubo metallico con una sezione di 25 centimetri, chiuso ai lati da due tappi metallici fissati con 4 viti da 28 centimetri e 8 relativi bulloni, in cui all’interno era pressata una quantità superiore a un chilogrammo di cui solo una piccola parte è esplosa". Maroni ha invece definita "di indubbia perizia" il confezionamento del portafoglio-esplosivo inviato in una busta al direttore del Cie di Gradisca.  

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