Al palalido la 4 giorni del Pdl: "Saranno come gli Stati generali"

Il ministro la Russa presenta la kermesse azzurra: "Tema portante? L'identità nazionale". Tra gli ospiti Berlusconi, Fini e Schifani. Unico del Pd è Enrico Letta. Gli appuntamenti della festa

Gli interventi politici più attesi sono di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Il presidente del consiglio parlerà domenica pomeriggio, per l’intervento di chiusura della festa nazionale della Libertà, che debutta oggi al Palalido. Il presidente della Camera parteciperà sabato pomeriggio a un dibattito sulla crisi economica (i temi etici sono banditi), insieme alla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, e a Enrico Letta, unico politico di sinistra ospite della festa della Libertà. La cena di gala, venerdì sera, è con il presidente del Senato Renato Schifani. Ci sarà Daniela Santanché, ex di An invitata dal coordinatore Denis Verdini e accolta da Ignazio La Russa, che ha accettato di mettere da parte le vecchie ruggini. Assente, nonostante l’invito, Francesco Storace («ringrazio ma ho altri impegni di partito»).
Una Festa della Libertà che si gioca in casa Pdl, presentata a Milano da la Russa e dal coordinatore lombardo del Pdl, Guido Podestà, che ha chiesto di far precedere i lavori di domenica mattina da una messa all’aperto.
Annuncia La Russa: «Sarà il modello delle mille Feste della libertà in giro per l’Italia che sono il nostro obiettivo per i prossimi mesi. Non solo salamelle e dibattiti, ma stati generali del Popolo della libertà». Il tema portante è l’identità nazionale, spiega La Russa. Una scelta per segnare le differenze dalla Lega? Lui spiega che non si tratta di contrasti: «Se non ci fossero differenze con la Lega, loro sarebbero nel Pdl o noi saremmo nella Lega. Non è un modo di diversificarsi ma di sottolineare la nostra identità. Siamo l’unico partito che ha elettori e eletti in tutti i Comuni d’Italia». Sono previsti anche interventi dei leader della Lega. Roberto Maroni, ministro dell’Interno, è atteso per sabato. Incerto il giorno dell’intervento di Roberto Calderoli. Annunciata una carrellata di ministri (e vice). Maria Stella Gelmini, Mara Garfagna, Giorgia Meloni, Raffaele Fitto, Altero Matteoli, Renato Brunetta, Maria Vittoria Brambilla, Claudio Scajola, Paolo Romani e Adolfo Urso. Podestà sintetizza il suo punto di vista: «Saranno giorni di dibattiti e riflessioni in un momento importante per il Paese, che si avvia a uscire dalla crisi in modo ancora più positivo del previsto, senza dimenticare che siamo all’alba di un’importante campagna elettorale con la maggior parte dei consigli regionali in procinto di essere rinnovati». Niente temi etici «per mia scelta» sottolinea La Russa. «Credo che questi argomenti debbano trovare ampio spazio, ma la cornice della Festa non è adatta a questi temi che appartengono alla coscienza di ognuno. Credo che la sede più adatta per discuterne sia il Parlamento» sostiene il ministro della Difesa. Tra i temi in discussione ci sarà invece l’immigrazione. «Insisteremo perché il Pdl sia capace di coniugare severità e solidarietà, che sono due facce della stessa medaglia. Non possiamo accogliere tutti. Nessun pietismo per chi vuole entrare in Italia contro la legge. Ma servono politiche e attività concrete sulle quali si può e si deve fare ancora di più» dice ancora La Russa. Un altro argomento di discussione sarà la partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese, come strumento anticrisi. Se ne discuterà con Tremonti. Quel che è certo, secondo La Russa, è che la ripresa economica passa dall’unità nazionale: «Le Regioni sono tasselli di un grande mosaico e noi siamo contro lo spezzettamento. La tentazione di andare da soli ci sono al Nord come al Sud, ma ci sono studi economici seri che dimostrano che è meglio per tutti stare insieme». Semmai, aggiunge il coordinatore del Pdl, il problema dell’Italia sono le sue dimensioni contenute. «Ma non vogliamo ampliarci, eh...» scherza. Ad aprire la festa, questo pomeriggio, un omaggio ai caduti in Afghanistan. La Russa conferma che, nonostante la richiesta della Nato, i quattrocento militari di cui era previsto il ritorno saranno in Italia entro pochi mesi: «Per il futuro decideremo. Siamo tra i Paesi più impegnati nella missione».