A Palazzo Marino nasce la consulta dei rom Via al tavolo con Pisapia: "Stop agli sgomberi"

La consulta detterà l'agenda al neo sindaco: "Segnale straordinario per dire basta alla politica di De Corato". Dodici membri per rappresentare i nomadi (regolari e irregolari) che vivono a Milano. Tre le richieste della Consulta: stop agli sgomberi e ridiscussione del piano Maroni

Milano - Una consulta per dettare l'agenda al neo sindaco di Milano Giuliano Pisapia. E' con questo intento che le comunità rom e sinti dei campi nomadi regolari e irregolari si sono riunite oggi: daranno vita a un organo che sarà presentata alla città sabato prossimo a Palazzo Marino. E' il vento che cambia: a fronte della passata politica di chiudere i campi irregolari e di garantire la sicurezza in tutti i quartieri del capoluogo lombarda, la consulta chiederà alla nuova amministrazione di fermare gli sgomberi e, al tempo stesso, di utilizzare maggiormente le risorse umane dei nomadi.

"Un segnale straordinario - spiegano gli organizzatori - che si accompagna alla certezza che con la nuova amministrazione e l’uscita di scena dell’ex vicesindaco Riccardo De Corato, che aveva fatto dei suoi 540 sgomberi un trofeo personale, si è conclusa una politica che non aveva sortito nessun risultato se non costi sociali altissimi e un grande dispendio di denaro pubblico". Una delegazione dei 12 membri della Consulta - formalmente nata il 17 giugno - ha già incontrato martedì scorso Pisapia e l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli, mentre è prevista per lunedì una riunione con l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino.

"Queste disponibilità - spiega la Consulta - aprono la strada alla soluzione dei problemi che in questi ultimi cinque anni non si sono voluti affrontare preferendo fomentare la caccia allo 'zingaro' per raccogliere i voti della paura nei confronti di una popolazione pacifica e numericamente irrilevante facendo crescere pregiudizi, discriminazione e sentimenti razzisti". Sono tre le richieste della Consulta: stop a sgomberi "senza soluzioni e senza assistenza", ridiscussione del piano Maroni e dell’uso dei fondi stanziati dall’Unione Europea e "la valorizzazione delle risorse umane rom e sinte".