"Falcone disse Contrada". Scoppia la bufera in tv. L'ex Sisde: "Massacrato"

Botta e risposta a distanza tra il giornalista Saverio Lodato e l'ex capo del Sisde Bruno Contrada. Secondo la rivelazione dello scrittore il magistrato Giovanni Falcone avrebbe parlato di menti raffinatissime dietro il fallito attentato dell'Addaura del 1989

La miccia che ha fatto scoppiare il caso è stata la trasmissione di La7 Atlantide condotta da Andrea Purgatori, interamente dedicata alla strage di Capaci del 1992 e di cui tra due giorni ricorre l'anniversario. Sono passati 28 anni da quel maledetto 23 maggio che ha stravolto la coscienza civica di Palermo, ma ci sono ancora punti oscuri di una vicenda dai contorni foschi. Durante la trasmissione, in cui sono stati ricostruiti i passaggi chiave dell'attentato e l'ascesa dei Corleonesi negli anni Settanta, è intervenuto in diretta il giornalista Saverio Lodato, cronista de L'Ora di Palermo e poi corrispondente da Palermo per L'Unità. Durante il suo intervento Lodato, ha rivelato un particolare inedito che getterebbe l'ennesima ombra sulla trattativa Stato-mafia e che punta ancora il dito contro Bruno Contrada, ex dirigente del Sisde. Secondo Lodato, sarebbe lui "traditore" dello Stato, lui avrebbe fatto da trait d'union tra lo Stato e Cosa nostra: "Chiesi a Falcone chi fossero le menti raffinatissime che avevano guidato la mafia e a cui lui aveva fatto riferimento dopo il fallito attentato dell’Addaura - racconta il cronista durante la trasmissione -. Il nome era quello del dottor Bruno Contrada. Ma mi diffidò dallo scriverlo in qualunque mio articolo. Falcone mi disse che non dovevo scriverlo se volevamo continuare ad avere un rapporto".

La frase ha avuto l'effetto di un terremoto perché sul banco degli imputati finisce ancora una volta il nome di Contrada. Poco dopo in diretta interviene l'avvocato di Bruno Contrada, Stefano Giordano, che ha difeso il suo assistito partendo da un assunto: quello che sulla vicenda Contrada è intervenuta la Corte europea dei Diritti dell'uomo che ha disposto con una sentenza favorevole, l'illegittima condanna di Contrada per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo scorso aprile, la Corte d’Appello di Palermo ha liquidato a favore dell'ex 007 la somma di 667mila euro a titolo di riparazione per l'ingiusta detenzione patita nel procedimento penale. Nell'ordinanza si parla di detenzione "illegittima", in mancanza di una norma tipica perciò "in violazione del principio stesso di legalità". L'avvocato Giordano contatto dal Giornale.it ha precisato che: "In sede giudiziaria si produrranno evidenze documentali attestanti la non corrispondenza al vero dichiarato nella trasmissione televisiva. Relativamente alla diffidenza e al sospetto che lo stesso Falcone avrebbe nutrito nei confronti di Contrada".

Bruno Contrada, però non ci sta e oggi passa al contrattacco annunciando di volere "adire per vie legali, sia in sede penale che civile", e in una intervista all'Adnkronos, spiega: "Ieri sera sono stato diffamato e calunniato - racconta -. Provo solo disprezzo e nient'altro. Devono trovare un colpevole ad ogni costo, e lo hanno trovato in me. Non si rassegnano. Ma io non ci sto. Basta. Denuncio tutti". C'è un punto su cui Contrada insiste ed è poi la chiave su cui si regge la sua difesa: perché se Falcone ha fatto questa rivelazione a Lodato nel 1989, la presunta verità sarebbe uscita con 31 anni di ritardo? Una domanda a cui prova a dare una risposta lo stesso Contrada. "Sono indignato - dice - provo una rivolta morale. È incredibile sentire quelle frasi. Perché Lodato ha aspettato più di 30 anni per dirlo? Perché il giornalista non lo ha detto il 24 maggio del 1992, cioè all'indomani della strage di Capaci? Visto che aveva promesso al giudice di non scriverlo...".

Contrada, arrestato il 24 dicembre 1992 per concorso esterno in associazione mafiosa, dopo la condanna definitiva a dieci anni di carcere, trascorsi tra la cella nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere e gli arresti domiciliari a Palermo, ha ottenuto dalla Corte di Cassazione, un annullamento della sentenza di condanna, dopo il parere della Corte europea. Un'accusa, quella di concorso esterno, che per la Cedu "non era sufficientemente chiara e prevedibile per Contrada ai tempi in cui si sono svolti gli eventi in questione". Ecco perché Contrada difende la sua innocenza e ribatte allo stesso Lodato. "Bisognava chiedere al dottore Falcone quello che voleva dire quando parlava di menti raffinatissime - aggiunge ancora l'ex 007 - Ieri sera ho provato disprezzo nel sentire quelle parole da Lodato. Non ho provato né odio né altro, ma solo disprezzo".

Contrada parla di massacro mediatico e giudiziario. Gli ultimi trent'anni della sua vita sono passati a difendersi tra aule di tribunali e sentenze. "Io ogni volta che ho sbagliato ho chiesto scusa. Perché si può anche sbagliare ma bisogna avere la correttezza e la dignità di ammettere di avere sbagliato - continua Contrada -. Invece no, non ci si rassegna. Io posso portare dieci sentenze di assoluzione ma devo essere colpevole ad ogni costo. Perché questi hanno provato a colpirmi e massacrarmi, per anni. Non gli basta che il capo della Polizia mi ha reintegrato - dice - e neppure la sentenza della Corte di appello che ha riconosciuto, dopo avermi condannato, che ho subito una ingiusta detenzione. E lo Stato non mi potrà mai restituire otto anni di privazione di libertà". Contrada non ci sta e ha deciso di passare al contrattacco. "Adesso dico basta, non mi farò più diffamare e calunniare. Non so quanto tempo mi resta da vivere, ma non permetto più a nessuno di massacrarmi". Un altro capitolo della vicenda è stato scritto, si attende quanto prima l'epilogo di una storia che va avanti da oltre trent'anni e su cui sarebbe bello conoscere la verità. Lo si deve ai palermitani onesti, lo si deve soprattutto alla memoria di Giovanni Falcone.

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Commenti

bruco52

Gio, 21/05/2020 - 16:07

ha ragione Contrada, dopo trentuno anni non si può chiamare a testimoniare dei morti, gettare fango, con parole di chi non può smentire, è da pusillanimi e Contrada fa bene a querelare e deve chiedere un congruo risarcimento....

MOSTARDELLIS

Gio, 21/05/2020 - 16:24

Non bastano 30 anni di sofferenza di questo poveretto. Lo devono massacrare fino a portarlo nella tomba. Non esistono parole per questa gente, non gli basta aver rovinato per sempre la reputazione e la salute di Contrada, lo vogliono morto. Ma poi vi rendere conto che il reato di concorso esterno in associazione mafiosa esiste solo in Italia? E' una vergogna giudiziaria che prima o poi il Parlamento dovrà prendere in seria considerazione per abolirla. E' una vergogna solo italiana.

cgf

Gio, 21/05/2020 - 16:53

citare i morti ed infamare chi ha pagato (non disquisisco se giustamente o no) solo per farsi pubblicità è ignobile e mi fermo solo a questo specificando che è usato come eufemismo. Una persona come Saverio Lodato andrebbe radiata dall'ordine ed isolata, fosse anche vero, e son convinto che non lo sia, dovrebbe cmq tacere se gli fu detto di farlo. Ha mancato di rispetto anche Falcone. Meglio perdere mille come Saverio Lodato che un solo Contrada

Ritratto di nunziello

nunziello

Gio, 21/05/2020 - 16:54

Ho assistito ieri sera alla trasmissione e, confermo che, già in diretta, mi è sembrata (per usare un eufemismo) decisamente di parte. Una narrazione dei fatti, decisamente squilibrata omettendo pezzi (e nomi), della famosa trattativa "Stato-Mafia" scientemente ed eticamente scorretto. Non è stato il miglior servizio del giornalista Purgatori. Tuttaltro.

vocepopolare

Gio, 21/05/2020 - 17:13

la 7 giornalistica? si salva solo giletti,persona seria ed equilibrata allievo del forse più grande giornalista vivente:Giovanni MInoli.

ruggerobarretti

Gio, 21/05/2020 - 17:25

Querela immediata.

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saggezza

Gio, 21/05/2020 - 17:25

Chissà se un giorno verrà fuori la verità. Mi è capitato un articolo di Paolo Guzzanti. La storia è tutta da riscrivere.

honhil

Gio, 21/05/2020 - 19:26

“Falcone mi disse”. Della serie ‘Lo cunto de li cunti’. Non c’è niente di più spregevole nel comportamento di un umano che fare parlare i morti su cose di cui quell’umano da vivo, anche lontanamente, mai aveva pubblicamente fatto cenno. Non solo: con tali affermazioni scritte sull’acqua, in modo irreversibile butta schizzi di fango sulla toga dell’incolpevole Falcone. Poiché una persona corretta, e Falcone lo era, mai avrebbe cianciato in quel modo. Le speculazioni teoriche, i teoremi così è perché non può che essere così, mentre ci si pavoneggia nel parlarne, appartengono ad altri e non all’eroe Falcone vittima di mafia. Eppure è accaduto. Fuori dall’Italia, un giornalista di questa fatta, sarebbe stato immediatamente zittito e redarguito. Nello Stivale invece è il primo gradino per portare avanti il teorema che nelle aule giudiziarie è stato stracciato.

Ritratto di navajo

navajo

Gio, 21/05/2020 - 19:26

Le prove, servono le prove, non le chiacchiere!!! Se uno non ha le prove per dimostrare la veridicità di quello che afferma., deve stare zitto, muto, come un pesce muto. E poi se ne esce dopo 30 anni. Ridicolo.

SemprePiùBasito

Gio, 21/05/2020 - 19:44

Diffidate dei sinistri ... per loro mentire è normale. Questa volta Contrada ha ragione, perchè non ha mai parlato subito dopo la strage? Ve lo dico io perchè è insito nei personaggi di sinistra di diffamare coloro che danno fastidio e si fanno scudo con una Magistratura che ormai conosciamo.

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Ven, 22/05/2020 - 12:35

...il titolo è incomprensibile.

Mordechai

Ven, 22/05/2020 - 14:16

La colpevolezza di Contrada, per 20 anni uomo della mafia infiltrato nella polizia, ratificata anche in Cassazione, non è mai stata "annullata"; ne sono stati annullati gli effetti perché la Corte europea (che di mafia non sa e non capisce una mazza)ha ritenuto che all'epoca dei fatti il reato di concorso esterno non fosse sufficientemente "chiaro" e "prevedibile". Cioè che il Nostro fosse mafioso senza saperlo. Non a caso Boris Giuliano e poi Caponnetto, Ayala e altri magistrati veramente anti-mafia diffidavano di lui. E sono un'infinità le testimonianze che lo incastrano ed è stato giudicato colpevole da 39 giudici in tutti i gradi di giudizio.

ROUTE66

Ven, 22/05/2020 - 14:24

SPERO VIVAMENTE CHE CONTRADA LI DENUNCI TUTTI,E GLI TOLGA FINO AL"ULTIMA LIRA,(EURO). Non solo è stato massacrato per trenta anni non solo la corte EUROPEA ha deliberato che venisse risarcito(come se si potesse essere risarciti) dalla DISTRUZIONE della vita,non solo si parla di DETENZIONE ILLEGITTIMA ma ora i SEPOLCRI IMBIANCATI cercano di uscire dalle fogne con trenta (30) anni di ritardo. SPERO CHE PAGHINO E SALATO LA LORO VIGLIACCHERIA,si vigliaccheria perchè se si ha qualcosa di così pesante da dire NON SI ASPETTA 30 anni

gjallahorn

Ven, 22/05/2020 - 15:25

Le esternazioni di un giornalista in calo di audience, un vero e proprio professionista dell' antimafia, non trovo altro scritto. Il vero portavoce inconsapevole delle tesi più ardite del pentitismo mafioso. Il Sisde ha sempre operato nell' ombra in una lotta serrata con i servizi segreti di paesi amici e nemici, con infiltrazioni nella malavita per portare avanti una lotta a solo esclusivo favore dello Stato. Un agente segreto resta tale anche dopo la morte e di lui resta solo la stima dei colleghi. Erano gli anni di piombo, della cortina di ferro, dei dossier Mitrokin di cui nessuno ha reso conto, dei missili libici su Lampedusa, del lodo Moro e dei favori fatti ai palestinesi, di Argo 16 e dei traffici d' armi della mafia con le repubbliche nate dallo sfascio dell' URSS. Se fosse andata diversamente, qualcuno se ne rammarica, ci saremmo dati le risposte sulla mancata azione del SISDE.

Ritratto di nabu-kudur-usur

nabu-kudur-usur

Ven, 22/05/2020 - 15:48

Certo, invocare un morto che non può smentire è da sciacalli!!!!

barnaby

Ven, 22/05/2020 - 17:41

I comunisti non si smentiscono mai restano sempre e solo comunisti senza rispetto, neppure dei morti.

fifaus

Dom, 24/05/2020 - 18:59

Mordechai: Citare Ayala è piuttosto curioso, dato che il personaggio dovrebbe ancora spiegare la testimonianza riguardante l'agenda di Borsellino..In ogni modo, citare anche i 39 giudici proprio in questi momenti durante i quali campeggia l'inchiesta su Palamara...Piuttosto, che senso ha tacera per 30 anni?