Mascherine scadute nel 2011 vendute a 15 euro al pezzo: denunciato farmacista

La guardia di finanza di Caltanissetta ha sequestrato circa 900 mascherine pronte per essere vendute. Ma erano scadute 9 anni fa

Mascherine scadute dal 2011 e vendute a 15 euro al pezzo. La guardia di finanza di Caltanissetta ha sequestrato quasi 900 mascherine scadute nove anni fa e vendute a prezzi altissimi in una nota farmacia di Gela, comune in provincia di Caltanissetta. Il titolare è stato denunciato. Le fiamme gialle sono intervenute dopo aver ricevuto numerose segnalazioni da parte dei cittadini di Gela.

I controlli, coordinati dal capitano Giuseppe Gradillo, hanno permesso di sequestrare 350 mascherine che si tovavano nei magazzini della farmacia di Gela e pronte per essere vendute a 15 euro al pezzo. Peccato però, che i dispositivi sanitari erano scaduti dal 2011. Inoltre, la guardia di finanza, approfondendo i controlli, è riuscita ad intercettare un altro carico con oltre 500 mascherine, sempre non conformi, pare destinate alla stessa farmacia. Sempre a Gela, i militari hanno denunciato il titolare di una ferramenta che vendeva mascherine, approfittando dell'emergenza, ad un prezzo molto superiore rispetto al mercato.

Le mascherine sequestrate all'interno della farmacia sono del tipo "Ffp2", ma non erano conformi alle normative italiana ed europea sui requisiti di sicurezza. Oltre ad essere scadute di validità nel 2011 e vendute a prezzi non corretti (15 euro un pezzo). Tra gli esercizi commerciali controllati in questi giorni in tutta la provincia, l'attenzione delle fiamme gialle gelesi si è indirizzata, anche grazie ad alcuni contenuti che cittadini gelesi avevano pubblicato sul web, nei confronti di una farmacia nel centro cittadino di Gela. Nel corso dell'intervento, le fiamme gialle hanno trovato il titolare intento alla vendita, tra gli altri presidi medici, delle mascherine, sequestrandone 385 che erano pronte per essere vendute al pubblico, scadute di validità e senza le relative confezioni ed istruzioni, a un prezzo decisamente superiore, sottolineano i finanzieri, al loro corretto valore commerciale.

Inoltre, a un posto di controllo attivato nell'ambito del rafforzamento del controllo del territorio per verificare il rispetto delle misure di contenimento del contagio, è stato fermato un veicolo condotto da un ragusano, con a bordo 500 mascherine, sempre dello stesso tipo, sprovvisto di documentazione commerciale che ne giustificasse la provenienza, poi ricondotta alla stessa farmacia. Il titolare della farmacia è stato denunciato per il reato di frode in commercio, in quanto ha venduto prodotti scaduti e non conformi alle normative vigenti, aggravato da manovre speculative, visto l'ingiustificato aumento del prezzo del dispositivo sanitario.

Gli altri casi in Italia

In questo particolare periodo, sono circa 60 mila i prodotti sequestrati tra medicinali, strumenti e apparecchi medicali, disinfettanti e prodotti per l'igiene dalla guardia di finanza su tutto il territorio nazionale. In particolare 5 mila prodotti sono stati intercettati in dogana, mentre 55 mila sono stati sequestrati in fase di commercializzazione, sia al dettaglio sia all'ingrosso. Quanto ai territori coinvolti, i sequestri hanno interessato l'intero territorio nazionale, con prevalenza in Lombardia, Piemonte, Campania e Puglia e sono stati il frutto di attività investigative caratterizzate, anche, dal costante monitoraggio del web.

Tra le principali operazioni, il gruppo pronto impiego di Torino, ha sequestrato circa 8 mila mascherine filtranti, segnalando alla Procura 36 persone e 16 società per i reati di frode in commercio e di false indicazioni qualitative e di origine. Il nucleo di Polizia economico-finanziaria di Milano ha sequestrato alcune centinaia di mascherine protettive e prodotti disinfettanti per l'igiene personale per la fattispecie di "manovre speculative su merci". Le indagini hanno individuato nove soggetti, italiani e stranieri, attivi in Italia, che hanno innalzato i prezzi dal 100 al 400% rispetto al valore di mercato precedente alla crisi sanitaria in atto. In provincia di Napoli i Finanzieri hanno individuato una parafarmacia in cui sono state sottoposte a sequestro 10 mila mascherine protettive in vendita con una percentuale di ricarico che raggiungeva oltre il 6.000% rispetto al prezzo di acquisto: l'esercente aveva acquistato maxi confezioni di mascherine per poi rivenderle, dopo averle riconfezionate, in singole bustine trasparenti.

In provincia di Bari, le Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 30 mila prodotti (mascherine protettive, gel e salviette per le mani), posti in commercio con modalità fraudolente per un valore di mercato di circa 220.000 euro, all'esito di oltre 30 perquisizioni effettuate in ben 22 comuni delle province di Bari e Barletta/Andria/Trani presso sedi di imprese, i cui titolari, non solo italiani, sono stati denunciati per truffa aggravata, manovre speculative su merci e frode nell'esercizio del commercio. In particolare, le imprese destinatarie dei sequestri avevano messo in vendita gel e salviette igienizzanti per le mani presentandoli, con scritte e simboli ingannevoli sulle confezioni nonché con messaggi pubblicitari, come prodotti con azione disinfettante e, comunque, a prezzi decisamente più alti rispetto a quelli praticati prima dello scoppio dell'emergenza sanitaria in Italia.

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