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Cucina

Pasta, l'amica trascurata. Ecco gli chef che la rivalutano

Il nostro piatto simbolo nel fine dining non trova spazio. Ma i Capitaneo, Natalini, Marinaccio e altri la adorano

Pasta, l'amica trascurata. Ecco gli chef che la rivalutano

Oggi parliamo di pasta. Piatto così tanto importante nella nostra dieta quotidiana da essere trascurato nell'alta ristorazione. Un paradosso solo apparentemente: i grandi chef infatti sembrano temere i primi, un po' perché sotto sotto pensano che sviliscano il loro lavoro ma molto perché la clientela è molto ferrata quando si parla di paccheri o di spaghetti, e perché andarsi a infilare nel ginepraio delle critiche e degli oscurantisti perennemente nella garitta della difesa di ogni ortodossia gastronomica? Insomma, fare pasta al ristorante è oggi la vera avanguardia. Ecco sette piatti di pasta che vale la pena provare a Milano.

La Cucina di Rho Gaetano Marinaccio non smette di sosprendere. Nel suo locale di Rho di cui da qualche tempo ha preso in mano la cucina una ne pensa e cento ne fa. L'ultima è la chiusura il sabato sera, scelta decisamente alternativa. Nel suo menu a «km Italia», come ama definirlo lui, c'è una pasta che cita le sue origine campane: una Pasta e patate di mare con mischiato potente, ragù di patate, alghe, mazzancolle dell'Adriatico e la sua bisque, al centro del menu Sfumature al prezzo di 90 euro.

La Società Ristorante che cresce in continuazione quello di Andrea Romanelli e Giulia Litrenta al numero 19 di via Panfilo Castaldi. Nel loro ristorante-salotto lui si occupa di cucina con un tocco anarchico ma anche piuttosto realista e lei governa con grazia la sala. Nell'ultima mia visita ho provato un fusillo di Ferdinando II di Gragnano cotta al cartoccio con legno di melo e ciliegio, condito con un purè di caprino liquido e lampone liofilizzato che mostra un tratto affumicato davvero notevole e seducente.

Abba Altro ristorante da me molto amato quello di Fabbio Abbattista in zona Certosa District al 177 di via Varesina, in un ex pennellificio magnificamente restaurato in uno spazio luminoso e pulito. Nell'ultimo menu i Bucatini con cipolla caramellata e canestrato sono davvero rimarchevoli per eleganza, sapore e omaggio alle tradizioni pugliesi dello chef.

Verso Il ristorante bistellato dei fratelli Remo e Mario Capitaneo che hanno riportalo le stelle Michelin al Duomo (ne hanno due) fanno una cucina espressiva e teatrale per clienti che sono coinvolti nei tavoli rivolti verso la cucina, che diventa quindi spettacolo di coinvolgimento puro. Ottimi i loro piatti e in questo caso gli Spaghettoni al granchio reale, marasciuoli e finger lime che fanno aprte dell'attuale menu.

Langosteria Modello di ristorazione di lusso informale la catena di ristoranti di Enrico Buonocore: quattro ristoranti a Milano (che presto diventeranno cinque), uno a Paraggi, uno a St Moritz, uno a Parigi (e presto Londra). Cucina di mare di grande materia prima e un servizio affidabile e affabile sono le chiavi di un successo davvero unico. Tra i piatti «signature» i Paccheri con branzino, olive, capperi e limone.

Autem Luca Natalini è uno chef toscano colto e sensibile. Nel suo locale in via Serviliano Lattuada 2, in zona Porta Romana propone una cucina davvero di mercato, con un menu che cambia in continuazione. Tra i pochi punti fermi la sua celebre pasta in bianco, solo apparentemente semplice: in realtà è cotta in un decotto di alloro, mantecata con un vermouth alle prugne e aceto di riso. Grande piatto, altro che infanzia.

Max Mariola Non poteva mancare un tocco di Roma, città famosa per i suoi primi. In questo caso vi suggeriamo il locale in Brera (via San Marco, 26) dello chef social, con la sua ironia un po' istrionica. La sua carbonara è preparata dal lui stesso al tavolo, in uno showcooking irresistibile anche se dal prezzo non trascurabile (30 euro a persona). «Me' cojoni», come si dice a Roma...

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