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Ma a patire davvero il caldo sono le mucche

Il caldo è fuori discussione. È persino inutile ripetere che la città e la regione sono sotto una particolare cappa di afa. Ma i dati in possesso di Comune e Asl mostrano come l’allarmismo in questi giorni sia assolutamente eccessivo. Gli unici numeri a risultare clamorosi indicano piuttosto come a soffrire oltre misura il caldo siano soprattutto le mucche.
L’assessore comunale alla protezione civile, Francesco Scidone, legge e rilegge i rapporti ricevuti dagli ospedali e dai centralini attivati per l’emergenza, ma riesce appena a notare «nel fine settimana un leggero incremento della mortalità per la fascia di anziani sopra gli 84 anni». Così pure «l’attività di pronto soccorso ha registrato un leggero incremento nei codici gialli, mentre il numero verde non ha ricevuto segnalazioni particolari». Comunque, per garantire il massimo sostegno alle persone in difficoltà, da oggi e almeno fino a venerdì saranno attive cinque squadre di volontari della Protezione civile per aiutare anziani soli o in difficoltà. Aiuteranno gli ultraottantenni in piccole commissioni o l’acquisto di medicinali. Chi ha bisogno deve rivolgersi al numero verde 800995988. Tra l’altro qualche piccolo segnale di miglioramento si registra. «L’indice Humidex che dà la temperatura percepita come rapporto tra la temperatura effettiva e il grado di umidità - sottolinea Scidone - dice che domenica la temperatura percepita era di 43 gradi e ieri alle due del pomeriggio di 42. Quindi c’è un andamento stazionario ma leggermente inferiore e prendendo i dati statistici delle dieci giornate più afose degli ultimi dieci anni quella di ieri era solo al settimo posto».
Ma, per l’appunto, il caldo è insopportabile soprattutto per le mucche. È nel campo della zootecnia che si rilevano i dati più preoccupanti.

Il presidente regionale di Coldiretti, Germano Gadina, ha infatti confermato che si è registrato «un calo del 15% di produzione di latte. Senza mezze stagioni, il passaggio dal caldo al freddo è un male per la zootecnia, l’orticoltura e l’olivicoltura».

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