La vicenda giudiziaria che coinvolge Alfonso Signorini e Fabrizio Corona si arricchisce di un nuovo capitolo. I legali del conduttore, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, hanno sporto denuncia nei confronti di Google Italia e Google Ireland, accusando il colosso tecnologico di non aver rimosso contenuti diffamatori e documenti ottenuti in maniera illecita.
La denuncia ai giganti del web
Secondo quanto riportato dai legali, Google non avrebbe ottemperato alle ripetute richieste di rimozione di materiali compromettenti diffusi da Corona attraverso il suo programma televisivo Falsissimo e su YouTube. In seguito alla querela, i rappresentanti legali delle filiali italiane e irlandesi della piattaforma sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati per concorso in diffamazione aggravata e continuata. Aiello e Missaglia sottolineano che le risposte di Google sono state tardive e standardizzate, e non hanno mai portato alla rimozione dei contenuti, aggravando così le conseguenze del reato per Signorini.
Una questione di responsabilità digitale
Nella nota dei legali, viene evidenziato come sia inaccettabile che i cosiddetti “Signori del web” si trincerino dietro strutture complesse di governance per evitare di rispondere dei contenuti pubblicati sulle loro piattaforme. “Si tratta di una campagna diffamatoria a scopo di lucro, con ricavi generati anche dal contributo di YouTube, di proprietà Google”, affermano i difensori. Secondo loro, la permanenza online dei contenuti illeciti ha permesso di aggravare ulteriormente il danno subito da Signorini. I legali evidenziano inoltre la necessità che le grandi aziende del web rispettino parametri etici e regole civili, senza trattare internet come uno spazio privo di limiti.
Le prossime mosse legali
Non si tratta dell’unica iniziativa prevista. Aiello e Missaglia annunciano che azioni simili saranno intraprese anche contro Meta e TikTok, a difesa della reputazione del conduttore. Fabrizio Corona, per i contenuti diffusi tramite il suo programma, risulta invece indagato per revenge porn.
La replica di Corona
Interpellato all’uscita dal tribunale di Milano, Fabrizio Corona ha commentato le iniziative legali dei legali di Signorini, “Si dovrebbero rivolgere a Meta. Prima avevano anche chiesto danni a piattaforme come Google e YouTube, ma è impossibile. Non puoi farlo”, ha dichiarato.
Corona ha aggiunto di non sentirsi né condizionato né minacciato dalle accuse: “Non ho padroni, non ho potenti. Come ho trovato un canale di comunicazione che è YouTube, troverò qualsiasi canale di comunicazione”.