Milano è ormai per la pizza quello che la Serie A era per il calcio mondiale negli anni Novanta (ahinoi): tutti i campioni venivano a giocare da noi. Allo stesso modo tutti i grandi nomi del piatto italiano più famoso e identitario ormai hanno un indirizzo anche in riva ai Navigli. L'ultimo ad aggiungersi alla hall of fame è Pier Daniele Seu, il più interessante esponente della assai competitiva scuola romana, che proprio sabato scorso ha aperto il suo Pizza Bar Pier Daniele Seu al Bvlgari Hotel Milano, in Brera, prima tappa di un progetto che porterà le creazioni del pizzaiolo capitolino in diverse sedi della catena di alberghi di lusso (la seconda uscita sarà Roma in maggio).
Il Pizza Bar è ospitato in una sorta di elegante gazebo nel bellissimo giardino dell'albergo in Brera, un po' staccato dal corpo principale: uno spazio floreale e vagamente esotico, una cabana di lusso dominata da un grande forno a legna con la bocca spalancata verso la clientela. Una ventina i posti dentro più altri 20 fuori. La proposta comprende otto pizze (una delle quali dolce) che vengono servite su un'alzatina che ne valorizza l'estetica, a cui Seu tiene molto. Lo stile è classico, napoletano, con diametro ridotto e cornicione ben alto: io ho provato la Margherita Dop con pomodoro San Marzano arrostito, fior di latte e Permigiano Reggiano 30 mesi, la magnifica Variazione di Zucchine, nella quale l'ortaggio è trattato in quattro modi differenti, la Super Capricciosa (per me la migliore della serata), la citazionista Cocktail di gamberi e la Fior di fragola, che ricorda il celebre gelato dell'Algoda, come finale. Unica altra proposta due carpacci, uno di ricciola e uno di filetto di razza piemontese, e un tiramisù.
Piccola carta dei vini con grandi produttori italiani (Bellavista, Foradori, Emidio Pepe, Antinori) in bottiglia o al calice. Dal bar degli ottimi cocktail. Prezzi alti per una pizzeria, giusti per la qualità del prodotto e per il contesto.