la politica dei lettori

2 CONSIGLIO AI MODERATI
Non dovete farvi

chiudere all’angolo
La spregiudicatezza, con la quale il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando sta gestendo la fase conclusiva del suo mandato e la preparazione della campagna elettorale del 2010 offre più di un motivo di riflessione ed invita il Pdl e la Lega Nord ad una valutazione attenta delle contromosse. Burlando è molto abile, in questa fase, ad auspicare il superamento delle «vecchie ideologie», tipiche del Novecento, nel nome di un nuovo pragmatismo politico e programmatico. In questo modo non solo cerca sponde verso l'Udc, ma tenta di oscurare i cinque anni della sua amministrazione, rispetto alla quale è doverosa un'immediata verifica. Quante delle promesse del 2005 sono state mantenute? Ed è effettivamente migliorata (nella sanità, nella scuola, nell'assistenza alle famiglie, nel sostegno alle aziende, nelle infrastrutture) la qualità della vita dei liguri? Intorno a queste domande, molto concrete, dovrebbe essere sviluppata la fase preliminare della campagna elettorale, smarcandosi immediatamente dall'idea che la partita si gioca sui prossimi cinque anni (il Burlando post-ideologico e programmatico) piuttosto che su quelli già trascorsi (il Burlando di governo). Alla polemica e alla verifica programmatica e sul lavoro fatto o non-fatto va affiancata una considerazione spiccatamente politica. Il grande abbraccio post-ideologico proposto da Burlando assomiglia molto all'esperienza dell'ultimo Governo Prodi: tutti dentro, nel nome dell'alleanza antiberlusconiana, ma - subito dopo - tutti a litigare nel nome delle rispettive appartenenze, con i risultati che sappiamo e con il sostanziale blocco dell'Italia per due anni. Il Burlando che vuole mettere insieme i centristi e Rifondazione Comunista, i cattolici di sinistra e gli ex pidiessini, la «società civile» ed i poteri forti, che credibilità politica può dare? E soprattutto quale coerente linea di governo? Può la Liguria permettersi di vivere di eterne mediazioni sulle questioni cruciali per il suo futuro? Terzo dato su cui lavorare: le proposte. La gente non legge i programmi elettorali, troppo «pesanti» e troppe volte irrealistici. Molto più serio allora concentrarsi - da subito - in alcuni essenziali obiettivi. Si impegni il Pdl in dieci, essenziali punti programmatici e su quelli da un lato «inchiodi« l'attuale maggioranza di governo in Regione Liguria dall'altro sviluppi tutta la sua forza propagandistica. Protesta e proposta insieme: per smontare i trucchi di una politica vecchia, ma «furba», e per dare chiarezza ed omogeneità d'indirizzi, evitando una campagna elettorale lasciata alla buona volontà dei singoli candidati e all'immagine, pur essenziale, di Sandro Biasotti.

2 IN SINTESI
Quello che manca
all’ex leader di An
A Fini ormai manca solo l'accento: finì.
Maria Grazia Tarantino
2 LA POLEMICA
Nan si ricordi

di Porto Venere
Caro Massimiliano, se non fossi anch’io una forzista della prima ora (n. tessera 1635 del ’94) esattamente come l’on. Nan, dopo le recenti esternazioni di colui che è stato coordinatore regionale dal ’94 al 2007 probabilmente avrei sorvolato. Purtroppo non ce l’ho fatta e comunque, dopo 15 anni, è anche giusto fare qualche riflessione a proposito dell’ex coordinatore. Enrico Nan è stato l’unico coordinatore regionale della Liguria (negli ultimi due anni gli On. Scandroglio e Cassinelli si sono adoperati per traghettare Fi nel Pdl), e lo è stato per un periodo lunghissimo, 13 anni di monarchia da parte di chi, non rivestendo forse oggi più un ruolo di primo piano, decide di intervenire sulle pagine della Liguria non per parlare di Sandro Biasotti come sarebbe stato logico, bensì per appoggiare Fini. Lo avesse fatto qualche tempo fa, probabilmente il destino di Fi in Liguria sarebbe stato diverso e forse avremmo anche vinto qualche elezione in più. Cito ancora una volta la mia vicenda politica. Ho dovuto dare le dimissioni da Fi per non aver voluto accettare (ero coordinatrice comunale e consigliera comunale di Fi a Porto Venere) un'alleanza impostami tra Fi e tutta l’estrema sinistra (Verdi, Idv, Prc, Pdci). Ricordo d’avere intasato le buche delle lettere della segreteria genovese, dei politici liguri e nazionali, dei giornali, arrivando perfino a Berlusconi tramite mamma Rosella e l’amico Puny di Portofino. Non ho mai ricevuto una risposta dal coordinatore Nan, egli non ha mai avuto la curiosità di ascoltare anche le mie ragioni. Curioso da parte di chi, oggi, invoca il dialogo! Mi scuso se sono stata un po’ aggressiva, ma ho ancora il nervo scoperto. Purtroppo se questa ferita è ancora aperta dopo cinque anni, vuol dire che molte cose non hanno funzionato nella segreteria ligure dell’on. Nan ma quel che è peggio è che questa ferita ha condotto il Pdl di Porto Venere a perdere nuovamente anche le ultime amministrative, nonostante una situazione elettorale più che favorevole, con la sinistra divisa in tre liste differenti. La morale: «Non facciamoci più del male!»
Brunella Maietta
2 IL RISCHIO
Guai sostituire Silvio

con uno come Castro
Sappia il nostro Cavaliere che c’è un proverbio spagnolo che dice: «cria cuervos y te sacaran los ojos». Cioè «alleva corvi e ti toglieranno gli occhi». Il vero difetto di Berlusconi è quello di essere troppo buono e democratico, oltre che super efficiente, per il bene degli italiani e dell’italia tutta, compresi quelli che vorrebbero sostituirlo con un Castro qualsiasi. Qualche anno fa è successo ad un altro di finire sulla croce per i suoi, meriti e non certo per i suoi demeriti!
Nicola Ciuffardi

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