A sei mesi dall'Addendum al Protocollo Acri-Mef, firmato con il ministro Giancarlo Giorgetti, le fondazioni bancarie accelerano l'adeguamento degli statuti. Il presidente dell'Acri, Giovanni Azzone (in foto), ha spiegato che una trentina di enti ha già presentato le modifiche e circa venti hanno completato l'iter approvativo.
La novità più rilevante riguarda l'estensione della durata dei mandati degli organi di vertice: il nuovo schema prevalente è il 6+6 (sei anni rinnovabili una sola volta), in sostituzione del precedente 4+4. Alcune fondazioni, come Fondazione Cariplo, hanno applicato subito il nuovo modello, mentre altre lo faranno dalla prossima consiliatura. Cariparo e Carisbo hanno optato per un unico mandato di sei anni; Fondazione Mps, Compagnia di Sanpaolo e Fondazione Forlì mantengono invece il modello 4+4.
L'Addendum introduce anche maggiore flessibilità nella gestione del patrimonio: il limite di concentrazione in un singolo investimento o nella banca conferitaria sale dal 33% al 44 per cento. Ad esempio, Fondazione Cariplo si colloca intorno al 40% in relazione alla quota in Intesa Sanpaolo, mentre la Compagnia di Sanpaolo potrebbe trovarsi vicino al limite con la partecipazione nella banca guidata da Carlo Messina. Le regole prevedono fino a tre anni per rientrare sotto soglia, tenendo conto delle condizioni di mercato. Infine, cambia l'approccio alle partecipazioni bancarie.
La Fondazione Mps è tornata ad acquistare azioni del Monte, segnalando, secondo Azzone, il superamento dello stigma che vedeva queste quote come fattore di interferenza nella governance. Oggi sono considerate investimenti a tutti gli effetti, valutati per rendimento e impatto sul territorio.