Politica economica

Superbonus al 90% e limite di reddito: ecco come potrebbe cambiare

Il peso del Superbonus 110% sui conti pubblici è ingente. Ridurne il carico giunto ormai a 60,5 miliardi è obiettivo dell’esecutivo Meloni, anche se la strada per farlo è tortuosa

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Il Superbonus 110% è costato finora allo Stato 60,5 miliardi, una spesa ingente se consideriamo che le risorse per lenire gli effetti dell’inflazione ammontano a poco più di 62 miliardi di euro. Il governo sta pensando a come modificare il Superbonus 110% e le possibilità al vaglio sono diverse.

Come può cambiare il Superbonus 110%

L’agevolazione è stata introdotta nel 2020 dal governo Conte II con l’intento di efficientare gli immobili soprattutto dal punto di vista del consumo energetico e riconoscendo a chi investe la possibilità di rientrare della somma spesa.

A ottobre, comunica l’Agenzia nazione per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), le detrazioni a carico dello Stato hanno raggiunto i 60,5 miliardi di euro, ossia 4,2 miliardi in più rispetto al mese di settembre. Le erogazioni medie sono state di circa 694mila euro per i condomini, 113mila euro per gli immobili unifamiliari e 97mila euro per quelli indipendenti.

Il governo Draghi non ha mai gradito la misura e ha già provveduto a stringerne le maglie mantenendo il rimborso al 110% nel 2023, per poi ridurlo al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è deciso a intervenire ulteriormente, pensando a un rimborso al 90% per i condomini già a partire dal 2023 ma riammettendo al beneficio del Superbonus anche le case unifamiliari purché adibite a prima casa e per quei cittadini che rientrano al di sotto di un certo reddito, ipotizzando oggi un limite a 15mila euro annui, anche se potrebbe variare anche a seconda del numero dei membri del nucleo familiare.

Il cambio di passo e la cessione del credito

Il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha ribadito che appare insensato destinare il Superbonus a chi vuole apportare migliorie alla seconda o alla terza casa. Freni, intervistato da Radio 24, ha parlato anche della cessione del credito, definendo inaccettabile che ci siano aziende con cassetti fiscali pieni di crediti che non riescono a scontare. Occorrono quindi interventi per sbloccarli subito e a titolo definitivo.

L’entità delle agevolazioni e l’assenza di colli di bottiglia nel circuito della cessione del credito sono argomenti forti che verranno affrontati in fase di stesura e discussione della legge di Bilancio.

Altro capitolo è quello sul controllo degli abusi, terreno sul quale occorre muoversi con maggiore disinvoltura ed efficacia.

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