Il deputato democratico Eric Swalwell ha annunciato le dimissioni dal Congresso degli Stati Uniti dopo essere stato travolto da pesanti accuse di violenza sessuale. La decisione è arrivata attraverso un messaggio pubblicato sui social, in cui il politico ha riconosciuto errori personali ma ha respinto le accuse più gravi. "Mi scuso profondamente con la mia famiglia, il mio staff e i miei elettori per gli errori di giudizio che ho commesso in passato", ha scritto. "Mi difenderò dalla grave falsa accusa che è stata fatta nei miei confronti. Tuttavia, devo assumermi la responsabilità degli errori che ho effettivamente commesso". Swalwell, 45 anni, ex procuratore e rappresentante di un distretto della Bay Area di San Francisco, era considerato una figura in ascesa nel Partito Democratico e aveva recentemente avviato la corsa per diventare governatore della California.
Le accuse e l’indagine: cosa emerge
Le accuse nei confronti di Eric Swalwell sono state rese pubbliche da testate come CNN e il San Francisco Chronicle. Una donna del suo staff lo accusa di averla violentata approfittando del fatto che fosse ubriaca. Altre tre donne, invece, hanno denunciato comportamenti inappropriati, tra cui l’invio di messaggi e immagini sessualmente esplicite non richieste e avances insistenti. Le rivelazioni hanno avuto un impatto immediato sulla sua carriera politica, diversi sostenitori hanno ritirato l’appoggio alla sua candidatura a governatore e molti membri del suo staff si sono dimessi. Parallelamente, è stata avviata un’indagine penale, mentre la Commissione Etica della Camera ha aperto un fascicolo per valutare eventuali responsabilità. Di fronte alla crescente pressione politica, Swalwell aveva già sospeso la campagna elettorale prima di annunciare il passo indietro definitivo dal Congresso.
La scelta di lasciare il seggio
Nel suo messaggio di dimissioni, il deputato ha anche criticato le richieste di espulsione avanzate da alcuni colleghi, sottolineando l’importanza del giusto processo. "Espellere chiunque dal Congresso senza un giusto processo, a pochi giorni da un’accusa, è sbagliato", ha dichiarato. Tuttavia, ha riconosciuto che la situazione stava compromettendo il suo ruolo istituzionale: "È anche sbagliato che i miei elettori mi vedano distratto dai miei doveri". Per questo motivo ha deciso di lasciare l’incarico, spiegando che lavorerà con il suo staff per garantire continuità al lavoro nel distretto che rappresentava, un’area compresa tra San Francisco e San Jose.
L’effetto domino
Le dimissioni di Eric Swalwell hanno avuto conseguenze anche sul fronte repubblicano. Poco dopo il suo annuncio, anche Tony Gonzales, deputato del Texas, ha comunicato l’intenzione di lasciare il Congresso. Gonzales era finito sotto indagine etica per aver ammesso una relazione extraconiugale con una collaboratrice, successivamente morta suicida. Anche su di lui erano emerse accuse di comportamenti inappropriati, tra cui l’invio di messaggi a sfondo sessuale. In precedenza, il Partito Repubblicano aveva evitato di spingerlo alle dimissioni per non perdere seggi in un equilibrio parlamentare già fragile. Tuttavia, la decisione di Swalwell ha cambiato il quadro politico, rendendo più sostenibile anche l’uscita del deputato repubblicano.
Le pressioni politiche
Il caso ha provocato forti tensioni a Washington. Diversi esponenti democratici, tra cui Ruben Gallego, avevano chiesto l’espulsione immediata di Swalwell dal Congresso. Al tempo stesso, la Commissione Etica della Camera ha avviato verifiche sia sul deputato democratico sia su Gonzales. I repubblicani avevano già annunciato l’intenzione di sostenere l’espulsione, mentre all’interno del Partito Democratico cresceva il numero di parlamentari favorevoli a una linea dura. Le dimissioni hanno quindi evitato un voto formale che sembrava ormai inevitabile.
Altri casi sotto osservazione
L’ondata di scandali potrebbe non fermarsi qui. Altri due membri del Congresso risultano ora sotto pressione, il repubblicano Cory Mills, accusato dall’ex fidanzata di aggressione sessuale, e la democratica Sheila Cherfilus-McCormick, sospettata di aver utilizzato fondi federali per scopi personali.
Gli effetti sulla corsa in California
Le dimissioni di Eric Swalwell arrivano in un momento delicato anche per la politica californiana. La sua uscita di scena lascia più incerta la corsa per la carica di governatore, in un sistema elettorale che prevede primarie aperte, dove i due candidati più votati accedono al ballottaggio finale indipendentemente dal partito.
Secondo gli osservatori, l’assenza di un chiaro favorito tra i democratici potrebbe frammentare il voto e aprire scenari inattesi, con il rischio che il partito perda terreno in uno Stato che tradizionalmente domina. Le autorità elettorali hanno inoltre confermato che il nome di Swalwell resterà comunque sulle schede elettorali, essendo ormai troppo tardi per modificarle.