Dopo il dissidio sugli aerei da guerra - il programma per lo sviluppo di un caccia tecnologicamente avanzato lanciato da Francia e Germania è tecnicamente morto - proseguono le tensioni tra Berlino e Parigi. Stavolta sul piano finanziario. Vediamo cosa è successo.
Un funzionario del governo tedesco vicino al cancelliere Friedrich Merz ha spiegato a Politico che la Germania è contraria alla proposta di Macron di un debito comune europeo. Il motivo? Distrarrebbe "dall'argomento principale, ovvero il problema della produttività" continentale in discussione al vertice di giovedì. "È vero che abbiamo bisogno di maggiori investimenti", ha ammesso il funzionario. "Ma, ad essere onesti, questo aspetto rientra nel contesto del quadro finanziario pluriennale" e dunque non nell'ipotesi di Eurobond. Una stroncatura bella e buona.
Si conferma, dunque, l'ostilità della Germania ai cosiddetti Eurobond. Sempre secondo Politico ad avviso del governo tedesco le risorse necessarie per gli investimenti possono essere trovate all'interno del bilancio pluriennale dell'Unione europea: "Non si può andare avanti con due terzi del bilancio destinati esclusivamente alla spesa consumistica nei settori dell'agricoltura e della coesione".
Da qui anche la necessità di intervenire per modifiche strutturali al bilancio: "Ci auguriamo che gli Stati membri che ora chiedono nuovi finanziamenti partecipino anche a questi sforzi di riforma. Non è possibile che si chiedano più fondi senza poi affrontare le riforme", ha confermato la fonte a Politico.
Berlino starebbe lavorando per raggiungere tre obiettivi in vista del prossimo vertice: un approfondimento del mercato unico, nuovi accordi commerciali (possibilmente da siglare in modo più rapido) e l'abbattimento della burocrazia.
Al pre-vertice partecipano venti Paesi
Il pre-vertice sulla competitività promosso da Friedrich Merz, Giorgia Meloni e Bart De Wever è stato concepito come un formato tra Paesi "like-minded". La partecipazione prevista era inizialmente "circa dieci Paesi", ma "siamo ormai a oltre 20 partecipanti". Lo spiegano fonti vicine al governo tedesco confermando la presenza, anche in questo formato, del presidente francese Macron e della presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Sul summit del castello di Aiden Biesen - sottolineano le stesse fonti - "ci sono molte richieste e aspettative eccessive" ma si tratta di "uno scambio informale di opinioni tra capi di Stato e di governo, più di un brainstorming, senza decisioni concrete". Le decisioni dovrebbero arrivare "solo al Consiglio europeo formale del 19 marzo", dove dovrebbero essere adottate "iniziative, mandati e scadenze concrete".