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Mar-a-Lago come centro operativo: perché Trump comanda dalla "Casa Bianca d'inverno"

Dall'Ucraina ad Israele passando per la Nigeria, negli ultimi giorni la tenuta presidenziale di Mar-a-Lago è stata protagonista di significativi eventi di politica estera

Mar-a-Lago come centro operativo: perché Trump comanda dalla "Casa Bianca d'inverno"
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Le sorti del Venezuela e del suo ormai ex leader Nicolás Maduro sono state decise a Palm Beach, in Florida. È qui, nella tenuta presidenziale di Mar-a-Lago, che Donald Trump ha deciso di chiudere la partita, una volta per tutte, con l'erede di Hugo Chavez. Arrivato nella cosiddetta Casa Bianca d'inverno il 20 dicembre per trascorrervi il periodo natalizio, il presidente americano ha di fatto adoperato la residenza costruita negli anni Venti del secolo scorso da Marjorie Merriweather Post, figlia di un magnate dei cereali, come il quartier generale per la pianificazione finale dell'operazione andata in scena nel cuore della notte tra il 2 e il 3 gennaio.

Stando alla ricostruzione fornita dal New York Times, Trump ha autorizzato il Pentagono a procedere già dal 25 dicembre, stessa data in cui The Donald ha dato il via libera ai bombardamenti contro i miliziani in Nigeria accusati di aver attaccato la popolazione cristiana locale. Il leader Usa avrebbe lasciato ai funzionari del Pentagono e ai pianificatori delle operazioni speciali la decisione sui tempi precisi. Per Nbc News l'approvazione dell'operazione Absolute Resolve sarebbe arrivata invece prima di Natale, sebbene non sia stata in grado di indicare il giorno esatto. L'attacco in Venezuela sarebbe stato così segreto che, sino a venerdì scorso, neanche il Pentagono era a conoscenza della sua tempistica precisa.

Ad ogni modo, i militari Usa si stavano preparando da giorni e avrebbero atteso che le condizioni meteorologiche fossero favorevoli e che il rischio di vittime civili fosse il più basso possibile. Intanto, a partire da agosto, una piccola unità della Cia era già presente in Venezuela con l'obbiettivo di tracciare i movimenti del dittatore. Persino i suoi animali domestici erano noti all'intelligence americana, ha detto ieri Dan "Raizin" Caine, capo di Stato maggiore congiunto nella conferenza stampa a Mar-a-Lago.

È sempre dalla tenuta di Palm Beach che una settimana fa circa il tycoon ha avuto una conversazione telefonica privata con Maduro durante il quale il presidente degli Stati Uniti gli avrebbe offerto l'ultima possibilità di lasciare il potere pacificamente. Secondo il New York Times al dittatore venezuelano sarebbe stato proposto l'esilio in Turchia. Il rifiuto ricevuto dal caudillo avrebbe aperto le porte in maniera definitiva alla soluzione militare.

La missione è ufficialmente iniziata nel pomeriggio di venerdì con il lancio in aria "di alcuni assetti" ma la luce verde da parte di Trump, che ha trascorso la serata nel suo club in Florida cenando con alcuni collaboratori e segretari del suo gabinetto, sarebbe arrivata alle 22:46. "Buona fortuna e che Dio vi accompagni", avrebbe detto il commander in chief ai leader militari. Un messaggio poi trasmesso lungo la linea di comando alle forze armate Usa pronte a partire.

In una struttura di sicurezza improvvisata a Mar-a-Lago, una sorta di situation room simile a quella della Casa Bianca, Trump ha assistito allo svolgersi dell'operazione mentre il suo team monitorava sul social X, proiettato su un grande schermo, qualsiasi riferimento alla parola "Venezuela". "L'ho guardato letteralmente come se stessi guardando un programma televisivo", ha detto il presidente Usa a Fox News riferendosi alle immagini che venivano trasmesse live dalle forze speciali sul campo.

L'operazione Absolute Resolve è però solo l'ultima delle iniziative, almeno per ora, che il presidente ha messo in scena nel suo club privato acquistato nel 1985. In queste settimane, Mar-a-Lago è stata infatti al centro di una fitta rete di eventi di politica estera. Negli scorsi giorni, nella Casa Bianca d'inverno Trump ha ospitato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Sempre da qui, oltre ad autorizzare gli attachi in Nigeria e in Venezuela, il tycoon ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin.

Durante le sue vacanze natalizie in Florida, Trump ha trovato comunque il tempo per lo svago. Il Washington Post ha riferito che il leader statunitense ha visitato un vicino impianto di golf 12 volte in due settimane e ha organizzato una festa di Capodanno in cui un'artista ha dipinto dal vivo un ritratto di Gesù messo subito all'asta e acquistato da una donna misteriosa per la cifra di 2,75 milioni di dollari. Durante il party, quando i giornalisti gli hanno chiesto quale fosse il suo proposito per il 2026, il presidente ha risposto senza esitare: "pace sulla terra".

E chissà che a questo punto la svolta sul conflitto in Ucraina non arrivi proprio dalla tenuta di Mar-a-Lago che Merriweather Post (l'ereditiera che lo costruì un secolo fa) sperava potesse diventare "un luogo in cui ospitare persone importanti, come ritiro presidenziale o come alloggio temporaneo per i capi di Stato in visita".

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