La Russia ha comprato proprietà sensibili vicino a siti militari e civili in oltre una dozzina di Paesi dell’Europa occidentale che potrebbero servire per lanciare una campagna coordinata di sabotaggi. Il nuovo allarme sui piani ostili di Mosca è stato confermato al Daily Telegraph da funzionari, ex e ancora in servizio, di tre intelligence del Vecchio Continente. Una notizia che arriva nelle stesse ore in cui la guerra in Ucraina entra nel suo quinto anno e i negoziati diplomatici mediati dagli Stati Uniti tardano a produrre risultati concreti.
I siti in Europa acquistati dal Cremlino, riporta il quotidiano britannico, sarebbero stati trasformati dalle spie russe in una rete di “cavalli di Troia”, pronti all’uso per un’escalation della guerra ibrida contro l’Occidente. Tra le proprietà in possesso della Federazione ci sarebbero residenze estive, case vacanze, magazzini, scuole abbandonate e persino intere isole. Da qui, secondo gli 007 europei, gli agenti russi potrebbero svolgere non solo azioni di sabotaggio e attacchi segreti ma anche attività di sorveglianza. Con la possibilità, avvertono le fonti del Telegraph, che nei siti in questione siano già presenti esplosivi, droni, armi e operativi sotto copertura, pronti ad essere attivati in caso di crisi.
La minaccia di sabotaggi approvati da Vladimir Putin è più reale che mai. Negli ultimi anni azioni ostili da parte di Mosca si sono già verificate in tutta Europa con diverse modalità. Attacchi incendiari nel Regno Unito e in Polonia, complotti per assassinii e tentativi di deragliamenti di treni sono solo alcuni degli esempi di iniziative riconducibili allo zar del Cremlino. Azioni che la comunità dell’intelligence dei Paesi occidentali teme possano essere dei test in vista di qualcosa di ancora più grave.
L’incubo per i responsabili della sicurezza europei è che la Russia possa mettere alla prova la Nato scatenando attacchi da “zona grigia”, sulla carta, cioè, non riconducibili direttamente a Mosca, in grado di paralizzare i trasporti, le comunicazioni e le reti energetiche dei Paesi dell’Alleanza. Uno scenario in cui si renderebbe complicato il fare ricorso alla difesa collettiva prevista dall’articolo 5 della Nato.
Nel Regno Unito l’allarme per azioni di sabotaggio è già particolarmente elevato. Londra infatti indaga su acquisti di proprietà da parte della Russia nei pressi del quartier generale del MI6 e dell’ambasciata americana. Esperti di sicurezza e politici britannici sospettano inoltre che Mosca abbia comprato, o intenda farlo, siti vicino alla base dei sottomarini di Faslane, in Scozia, e della base Raf di Akrotiri, a Cipro. Altre allerte si segnalano in Francia, Grecia, Svezia, Norvegia, Svizzera e nel nostro Paese, in particolare in Sicilia.
La prima ad aver risposto già da tempo alla minaccia russa è stata la Finlandia, la quale ha imposto un divieto quasi totale agli acquisti di proprietà da parte di cittadini della Federazione e della Bielorussia.
Proprio Helsinki nel 2018 ha scoperto una proprietà russa sull’isola finlandese di Sakkiluoto, a poca distanza dal porto di Turku dove ha sede il comando navale finlandese, che sarebbe stata adoperata da Mosca per attività di spionaggio. Una strategia replicata da allora in tutta Europa non solo dalla Russia ma, su scala minore, anche dalla Cina.