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Donald ora punta alle Americhe. Scambio con Putin sull’Est Europa

Il gioco geopolitico è mutato. La priorità dei leader è il reciproco riconoscimento di zone d’influenza

 Donald ora punta alle Americhe. Scambio con Putin sull’Est Europa
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Donald Trump dichiara chiuso d’autorità lo spazio aereo sopra il Venezuela e annuncia imminenti attacchi di terra «contro i narcotrafficanti». Ma l’obiettivo vero è palesemente un altro: Nicolás Maduro e il suo regime filorusso e filocinese. Contemporaneamente, mentre attende l’inviato-sdraiato della Casa Bianca Steve Witkoff, Vladimir Putin intensifica i bombardamenti su Kiev: 500 tra droni e missili in una sola notte sulla capitale dell’Ucraina, con morti e feriti tra i civili che non commuovono quasi più nessuno. Meno che mai Trump, che lascia fare e scarica volentieri sugli (ex) alleati il peso politico e l’onere economico e militare di sostenere il leader in difficoltà (e il suo eroico popolo sotto martirio da ormai quasi quattro anni) che ha deciso di abbandonare.

Il «bello» è che con Witkoff, l’uomo che ha suggerito ai negoziatori russi il modo migliore per compiacere il proprio presidente, Putin parlerà di «pace», ovviamente alle sue categoriche condizioni: ha ben compreso di poterlo fare con tutta la sfacciataggine di cui è capace.

Ce n’è d’avanzo per capire che sulle teste del Venezuela e dell’Ucraina si sta consumando una cinica partita di scambio. Sia Trump che Putin stanno di fatto abbandonando alle reciproche brame quelli che in teoria dovrebbero essere i loro alleati. Mettono lì entrambi la foglia di fico di un po’ di armi difensive per i loro protetti, ma il gioco geopolitico è ormai cambiato, la loro priorità è un’altra: il reciproco riconoscimento di zone d’influenza. A Trump il pieno controllo delle Americhe secondo una aggiornata versione della Dottrina Monroe (già ribattezzata Donroe da qualche bello spirito: a Cuba e in Nicaragua non devono essere molto tranquilli, e in prospettiva

nemmeno a Panama e in Groenlandia), a Putin il controllo dell’Europa orientale ex sovietica: e qui dobbiamo essere noi europei e italiani a preoccuparci, perché la cosiddetta pace in Ucraina rischia di portare presto la guerra anche in casa nostra.

Il tutto sullo sfondo di lauti accordi economici tra Trump e Putin a metà tra il pubblico e il privato,

che i due compari non si sono neanche troppo curati di occultare. Perché il nuovo mondo che stanno cominciando a ridisegnare d’intesa con Xi Jinping bada sempre meno alle forme del diritto internazionale e della democrazia.

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