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Erdogan e le incognite sulla pace

Erdogan ha stravolto i parametri di questa speranza. Soprattutto ha aggredito con parole e fatti Israele e gli ebrei

 Erdogan e le incognite sulla pace
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Non è facile esplorare le intenzioni di un Papa, e tantomeno immaginare cosa passa nella sua mente quando deve ascoltare un lunghissimo discorso di Erdogan. Stabilità, avvicinamento fra i popoli, pace giusta e duratura, questi sono i valori che certo con grande sincerità il Papa va cercando in tempi di strisciante terza guerra mondiale.

Nicea, oggi Iznik, dove l'imperatore Costantino nel 325 riunì per la prima volta i litigiosi vescovi, richiama il concetto di unità, di compromesso, e di forza della Chiesa che regna da 1700 anni. In Turchia i cristiani però all'inizio del 900 erano circa quattro milioni e ora sono ridotti a 100mila, una tragedia onnipresente nel mondo islamico. Di certo a porte chiuse il Papa ne ha a parlato con Erdogan.

Anche in Italia si è sognato che la Turchia, Paese meraviglioso, membro della Nato, forte nell'esercito e ricco di storia sarebbe stato il ponte fra l'Occidente e l'Oriente. Erdogan ha stravolto i parametri di questa speranza. Soprattutto ha aggredito con parole e fatti Israele e gli ebrei. Al Papa ha ripetuto che apprezza «l'atteggiamento astuto» sulla Palestina e ha ripetuto i temi dello Stato palestinese e della sovranità di Gerusalemme.

Trump vuole che Erdogan abbia un ruolo nella sua pace universale in 20 punti a partire da Gaza: la Turchia è un Paese importante, con forti rapporti con la Russia, in cui si fermano i profughi diretti in Europa cui Erdogan apre e chiude le porte. Ma Israele non consentirà che la Turchia sia una presenza sul suo confine dentro Gaza, e Trump lo capisce, come capisce che è meglio che gli F15 siano acquistati dai sauditi e non da Erdogan che può rappresentare un pericolo esistenziale per troppi attori. Ora la Turchia ambisce a creare

un suo Iron Dome, un sistema di difesa come quello israeliano. Perché? Chi dovrebbe sparare missili su Ankara? La risposta turca è «Israele» ma la risposta è diversa: solo se ci fosse un'intenzione aggressiva come quella dell'Iran o degli hezbollah la Turchia sarebbe a rischio.

Che cosa vuole davvero fare la Turchia? Ha un programma di conquista mediorientale? Il Papa vuole solo compiere un viaggio di pace, ma è chiaro che la pace sarà creata dall'intenzione autentica a mettere da parte l'idea di mettere Israele a ferro e fuoco. Per esempio, se finalmente il governo libanese riuscirà a disarmare gli hezbollah, come da accordi, la pace, quella con la P maiuscola sarà molto più vicina. Il Papa lo sa.

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