Volano stracci nell'Unione europea. L’ex presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha rilasciato un’intervista al quotidiano Brussels Times in cui ha raccontato i propri trascorsi nei Palazzi dell’Ue durante il mandato 2019/2024 e, nello specifico, il suo rapporto con Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea rieletta per il secondo mandato nel 2024. Michel ha parlato di rapporti “estremamente difficili” con von der Leyen e ne ha criticato la leadership, nello specifico l’approccio assunto dall’esponente tedesco del Ppe.
Michel riferisce di aver avuto problemi di coordinamento durante il lavoro, nonostante lui e von der Leyen fossero ai vertici delle due principali istituzioni europee e, quindi, dovessero essere necessariamente in contatto e in sintonia per far funzionare al meglio la macchina dell’Ue. “Non avevo mai sperimentato un livello di difficoltà simile nella collaborazione con un collega”, ha spiegato Michel, che ha messo in evidenza tensioni che, inevitabilmente, si sono rispecchiate nel funzionamento delle istituzioni. Le parole di Michel sono ovviamente misurate e diplomatiche, non ci sono attacchi personali nei confronti del presidente della Commissione europea, ma emerge chiara una tensione che si è protratta negli anni perché, a detta dell’ex presidente del Consiglio europeo, l'approccio di von der Leyen era eccessivamente “autoritario”.
I commissari, ha aggiunto, “non hanno più alcun ruolo”, il che suppone un accentramento del potere nelle mani di una singola figura. Oggi Michel non ha ruoli di rilievo nell’Unione europea ma questo non gli ha impedito di criticare l’attuale gestione che, a suo dire, non ha ottenuto risultati accettabili in settori chiave come il mercato unico, i mercati finanziari e la difesa comune, soprattutto quest’ultima. “Il risultato è zero, ed è una tragedia”, è stata la sua sentenza, che si è poi allargata anche ai rapporti tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, nei confronti dei quali a suo dire bisognerebbe essere maggiormente assertivi.
“Se non reagiamo, accettiamo questa umiliazione”, ha aggiunto. Oggi, Michel lavora come consulente, accademico e relatore internazionale e si muove su più livelli, sfruttando l’ampia rete di contatti maturata durante gli anni in Unione europea.