Giornata di incontri al Quirinale. Prima il ministro della Difesa Guido Crosetto, poi il premier Giorgia Meloni sono saliti al Colle per un faccia a faccia col Capo dello Stato Sergio Mattarella sulla crisi iraniana. Secondo quanto apprende l'Adnkronos da fonti della Difesa, Crosetto avrebbe prospettato al presidente della Repubblica uno scenario in rapido deterioramento, descritto come “il momento più difficile degli ultimi decenni". Una valutazione che il ministro ha condiviso anche nella riunione odierna avuta con i colleghi del formato E5 in cui ha ribadito i suoi timori per una crisi che rischia di peggiorare da un momento all'altro. Da un lato c’è l'ipotesi di inviare i sistemi di difesa aerea Samp-T ai Paesi del Golfo e dall’altro il possibile dispiegamento di unità navali italiane verso Cipro, Paese membro dell'Unione europea colpito dall'Iran. I riflettori sono ora puntati sulle comunicazioni che i ministri Tajani e Crosetto terranno domani in Parlamento per chiarire la linea del governo. Sullo sfondo ancora non si sono del tutto spente le polemiche interne per le ferie di Crosetto che si trovava a Dubai proprio mentre partiva la controffensiva iraniana.
In serata c’è stata una telefonata tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il segretario di Stato Marco Rubio che ha alimentato le voci sul via libera all'uso delle basi in territorio italiano anche se, assicurano fonti di governo, la richiesta non è stata formulata dagli Usa. In serata, anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata ricevuta da Mattarella dopo aver incontrato a palazzo Chigi il ministro degli Esteri degli Emirati arabi uniti Abdullah bin Zayed Al Nahyan, un appuntamento programmato da prima che esplodesse la nuova guerra del Golfo. L’esecutivo teme un allargamento della crisi, soprattutto dopo il missile balistico lanciato da Teheran verso un Paese Nato come la Turchia.
La premier, nel faccia a faccia con Mattarella durato oltre mezz'ora, ha affrontato anche il tema della richiesta di aiuti arrivata da Emirati, Qatar e Kuwait, Paesi attaccati dall’Iran. Tema di cui il governo ha discusso anche in mattinata nel corso di un vertice a cui, oltre al presidente Meloni, hanno partecipato anche i vicepremier Tajani e Matteo Salvini, Crosetto, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i capi dell'Intelligence. "Quanti fronti aperti possiamo avere senza che saltino i bilanci di famiglie e imprese?", la domanda lanciata dal vicepremier Salvini, che auspica la fine delle sanzioni alla Russia e l'accantonamento del Green Deal. Al centro del vertice il punto sulle basi militari Usa come Camp Darby e Aviano, su cui servirebbe un'autorizzazione per il sorvolo del territorio italiano prima di azioni di guerra. Le scorte di missili balistici iraniani (considerate in fase di assottigliamento), i rischi di terrorismo, gli impatti economici del conflitto sono gli altri temi affrontati.
la risoluzione di maggioranza dovrebbe riguardare appunto gli aiuti ai Paesi del Golfo e il voto garantirà al governo l'agibilità per affrontare le prossime scelte. Pd, M5s e Avs lavorano per una risoluzione unitaria delle opposizioni.