Non so come giudichino gli americani il presidente Trump, ma si sta dimostrando il miglior presidente possibile dell'Unione Europea. E a guardar bene l'effetto che fa sui leader come l'inglese Starmer, il tedesco Merz e la nostra premier Giorgia Meloni (il bel Macron, per ora, se la cava ancora con i selfie a distanza) possiamo dire che la teoria Maga, che tanto è osteggiata nel Vecchio Continente, è invece la miglior ricetta per ridare a questa rachitica Unione un po' di peso politico. Adesso che la sinistra, fra imbarazzo e contraddizioni, di fatto è schierata con l'islamismo e i conservatori sono rimasti gli ultimi atlantisti, nel momento in cui la posta in gioco sono gli interessi dei cittadini dell'Europa, viene proprio da destra la spinta «Mega», Make Europe Great Again. Cioè la capacità di pronunciare dei «no» e di ritrovare unità tra schieramenti diversi, anche contro l'interesse degli Stati Uniti. Insomma Trump considera Meloni una grande leader non perché appartengono alla stessa famiglia politica (cosa tutta da dimostrare), ma perché ha capito che il governo italiano non sta né con Trump, né contro Trump. Ma sta con gli italiani e di conseguenza con gli europei. E questo posizionamento è la radice culturale del progetto americano di Donald.
Gli unici che non ci sentono da quell'orecchio perché ossessionati dal governo Meloni, dal referendum sulla giustizia, dal centro in Albania e perfino da Sal Da Vinci a Sanremo, sono i nostri compagni d'Italia. Quella sinistra che pur di fare un dispetto alla moglie sappiamo tutti cosa finisce per tagliarsi.