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Minneapolis, Anchorage, Hollywood: perché Melania Trump è tornata al centro della scena

Negli ultimi mesi Melania Trump è riemersa nella scena pubblica con interventi mirati: appelli all’unità, gesti simbolici in ambito geopolitico e un documentario in uscita. Una presenza selettiva che rafforza il suo peso politico

Minneapolis, Anchorage, Hollywood: perché Melania Trump è tornata al centro della scena
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Per anni Melania Trump è stata l’assenza più rumorosa della politica americana: presente per protocollo, quasi invisibile nel dibattito, impermeabile alla cronaca quotidiana che travolgeva la presidenza. Negli ultimi mesi, però, la first lady è tornata nella narrazione pubblica con una sequenza di interventi calibrati: una lettera recapitata a Vladimir Putin al vertice di Anchorage, un raro appello all’unità durante l’escalation di tensioni a Minneapolis, e ora un documentario a lei dedicato che Amazon MGM Studios porta in sala su scala inusuale per il genere.

Melania Trump è intervenuta nelle ultime ore con un raro appello alla pacificazione. Il 27 gennaio, in un messaggio rilanciato da più media nazionali, la first lady ha invitato il Paese a “unificarsi”, richiamando alla necessità di proteste pacifiche e di un clima meno incendiario. L’intervento, breve e privo di riferimenti diretti alle politiche governative, ha però avuto un peso simbolico preciso: mentre la crisi di Minneapolis assumeva una dimensione nazionale, Melania Trump si è posizionata come voce istituzionale “laterale”, lontana dallo scontro politico ma non del tutto assente dalla scena.

Questo schema non è nuovo. Il precedente più significativo risale all’estate del 2025. Il 15 agosto, durante il vertice tra Donald Trump e Vladimir Putin ad Anchorage, in Alaska, il presidente statunitense ha consegnato al leader russo una lettera personale firmata dalla consorte. Secondo due funzionari della Casa Bianca, il testo faceva riferimento alla sorte dei bambini colpiti dalla guerra in Ucraina e ai rapimenti di minori ucraini — uno dei dossier umanitari più delicati del conflitto. Anche in questo caso, la first lady entrava in un passaggio geopolitico ad alta tensione senza esporsi direttamente: la sua voce viene veicolata dal presidente, in una forma che resta simbolica ma politicamente leggibile.

Il terzo elemento di questa riemersione controllata è il documentario Melania, prodotto da Amazon MGM Studios, la cui uscita cinematografica è fissata per il 30 gennaio 2026. La promozione ha raggiunto il suo punto più visibile proprio oggi, quando la signora Trump ha suonato la campanella di apertura del New York Stock Exchange, presentando il film come un progetto capace di parlare non solo alla politica ma anche alla cultura pop e ai mercati.

Non è, tuttavia, la prima volta che Melania Trump emerge dal suo tradizionale basso profilo, ma i precedenti sono pochi e ben delimitati. Durante il primo mandato di Trump, la first lady si è esposta soprattutto in occasioni simboliche: i discorsi alle convention repubblicane, pensati per offrire un’immagine rassicurante della presidenza; l’iniziativa Be Best contro il cyberbullismo, lanciata nel 2018 ma rimasta però confinata a interventi tematici; e alcuni messaggi di unità e condanna della violenza dopo l’uccisione di George Floyd nel 2020, quando il suo linguaggio, più empatico, si è distinto da quello della Casa Bianca. In tutti questi casi, l’esposizione è stata intensa ma breve, seguita da lunghi periodi di silenzio pubblico — una dinamica che rende più evidente il carattere selettivo delle apparizioni degli ultimi mesi.

Nonostante queste apparizioni, il profilo pubblico di Melania Trump resta complessivamente basso.

Diverse cronache degli ultimi mesi sottolineano come la first lady continui a limitare la propria presenza, concentrandola esclusivamente in momenti specifici — come il periodo festivo o passaggi simbolicamente rilevanti — piuttosto che in un’attività continuativa. Proprio questa discontinuità, tuttavia, contribuisce a dare peso ai suoi ritorni e a mettere in luce le difficoltà in cui naviga la Casa Bianca.

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