La sicurezza energetica è da anni una priorità strategica per la Cina. Lo è ancora di più oggi, in mezzo a tensioni e conflitti internazionali che mettono a rischio le principali rotte di approvvigionamento del pianeta. Ebbene, nel corso del tempo Pechino ha costruito una rete imponente di riserve di gas naturale liquefatto capace di garantire una protezione significativa contro eventuali interruzioni delle forniture. Giusto per fare un esempio, nel sito industriale di Yancheng enormi serbatoi alti quanto palazzi di venti piani immagazzinano quantità di gas tali da sostenere per mesi il fabbisogno domestico di grandi metropoli. È sfruttando una simile capacità di accumulo che il Dragone punta a ridurre la vulnerabilità del Paese rispetto agli shock esterni.
Le riserve di gas della Cina
Secondo quanto riportato dal New York Times, la Cina ha sviluppato negli ultimi dieci anni un sistema articolato che combina stoccaggio, diversificazione delle fonti e aumento della produzione interna. Le riserve di gas, tra le più grandi al mondo sopra il livello del suolo, hanno avuto un ruolo decisivo nel contenere gli effetti della recente crisi in Medio Oriente, mentre altri Paesi asiatici si sono trovati in difficoltà.
A differenza di molte economie dipendenti da pochi fornitori, Pechino può contare su una rete di gasdotti che collegano il Paese all’Asia centrale e alla Russia, oltre a importazioni marittime provenienti da aree meno esposte alle tensioni geopolitiche. Attenzione a un altro aspetto da considerare: la produzione domestica è cresciuta rapidamente grazie all’impiego di tecnologie avanzate, come il fracking, che hanno più che raddoppiato l’output nazionale in un decennio.
Non meno importante è la possibilità di sostituire il gas con il carbone o con energie rinnovabili in alcuni settori industriali, riducendo ulteriormente la dipendenza dalle importazioni. In questo quadro, anche le politiche industriali giocano un ruolo: la riduzione delle esportazioni di fertilizzanti, ad esempio, consente di destinare più risorse al mercato interno nei momenti di crisi.
La strategia di Pechino
Alla base della strategia di Pechino c’è anche una scelta tecnologica ambiziosa. Il gas naturale è notoriamente difficile da immagazzinare, soprattutto in Paesi che non dispongono di ampie cavità sotterranee o giacimenti esauriti da utilizzare come depositi. La Cina ha quindi investito nello sviluppo di giganteschi serbatoi fuori terra per il gas liquefatto, mantenuto a temperature estremamente basse.
Questo sistema, ha spiegato ancora il NYT, consente di concentrare grandi volumi in spazi relativamente ridotti, anche se richiede standard di sicurezza elevatissimi e soluzioni ingegneristiche avanzate. Il risultato è una rete di infrastrutture senza precedenti per scala, che rafforza l’autonomia energetica del Paese.
Come se non bastasse, il governo guidato da Xi
Jinping segue da tempo una visione politica di lungo periodo per costruire un sistema energetico più resiliente, capace di adattarsi rapidamente a crisi improvvise. Per il Dragone, un vantaggio non da poco.