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"Cibo naturale per tutti". Giorgia guida la crociata

Meloni al vertice Cop28 sulla sicurezza alimentare: "Con le pietanze di sintesi solo i ricchi potranno mangiare sano"

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La seconda giornata di Cop28, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Dubai, vede l`Italia tra i protagonisti grazie all`attivismo del premier Giorgia Meloni tra importanti annunci, incontri bilaterali e rilancio del piano Mattei. Intervenendo nel panel dedicato ai sistemi alimentari, il Presidente del Consiglio si è soffermata su un concetto tanto cruciale quanto non tenuto in dovuta considerazione nel dibattito sui cibi sintetici: la qualità dell`alimentazione. «Siamo impegnati anche nell'incolumità alimentare: la nostra sfida è non solo garantire alimenti per tutti ma assicurare alimenti sani per tutti» ha detto la Meloni sottolineando la necessità di una produzione alimentare come «mezzo per una vita sana».

In tal senso la ricerca «è essenziale» ma «non per produrre alimenti in laboratorio, magari andando verso un mondo in cui i ricchi possono mangiare alimenti naturali e ai poveri vanno quelli sintetici, con un impatto sulla salute che non possiamo prevedere, non è il mondo che voglio vedere». Parole che si inseriscono nel dibattito in corso in Europa e in Italia sul tema della carne coltivata testimoniando una precisa scelta di campo dell`Italia nel settore dell`alimentazione in cui è un`eccellenza mondiale: «La sicurezza alimentare per tutti» è una delle «priorità strategiche della nostra politica estera», da qui il rilancio del Piano Mattei declinato nel settore agricolo.

Oltre alla difesa del cibo sano, la novità annunciata dal premier è il contributo di 100 milioni di euro al Fondo «Loss & Damage» da parte dell`Italia. Si tratta di un fondo istituito per aiutare i paesi più poveri colpiti dal cambiamento climatico la cui attuazione è stata resa nota nel primo giorno della Cop28. L`Italia, insieme alla Francia e alla Germania, è uno dei paesi che partecipa con una quota maggiore determinando un'importante implicazione geopolitica nei rapporti con gli Emirati Arabi.

La Conferenza sul clima è infatti l'ennesima testimonianza di come i temi ambientali siano sempre più legati alla politica estera e alla diplomazia. Non è un caso che ieri alla Cop28 la Meloni abbia svolto numerosi incontri con il presidente turco Erdogan, il presidente israeliano Herzog, il primo ministro indiano Modi, i primi ministri etiope e libanese, oltre a colloqui con Macron, Sunak, il Segretario di Stato Usa Antony Blinken e l`emiro del Qatar Tamim Al Thani. L'impegno dell'Italia sull'ambiente calza a pennello rispetto alle parole pronunciate dalla premier in un'intervista al TgPoste: «Ho smentito tutti i pronostici, intendo smentirne ancora molti» testimoniando l'attenzione del governo anche ai temi ambientali.
Inevitabilmente, oltre alle questioni climatiche, a tenere banco alla Cop28 c`è la situazione in Medio Oriente. Il presidente iraniano Ebrahim Raissi ha annunciato che non sarà alla COP28 di Dubai per la partecipazione di Israele e i rappresentanti iraniani hanno lasciato la sala dove si stavano tenendo i colloqui sul clima per protestare contro la presenza di una delegazione israeliana. In questo contesto di tensione è però avvenuto un importante incontro tra il presidente israeliano Isaac Herzog e l'emiro del Qatar, Tamim Al-Thani, con una storica stretta di mano.

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